«Cinquant’anni fa Tina Anselmi rompeva un soffitto che sembrava incrollabile, portando al Ministero del Lavoro una visione di giustizia sociale, coraggio civile e rigore morale che restano un riferimento per tutti noi». È quanto sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola in occasione dei 50 anni dalla nomina di Tina Anselmi a ministro del Lavoro, prima donna a ricoprire un incarico ministeriale in Italia.
Partigiana a soli 17 anni con il nome di battaglia “Gabriella”, Tina Anselmi fu tra le prime donne elette alla Costituente del proprio partito e successivamente parlamentare democristiana. Il 29 luglio 1976 il presidente del Consiglio Giulio Andreotti la nominò ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, primo incarico ministeriale mai affidato a una donna nella storia della Repubblica italiana. Da ministro della Sanità promosse la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (1978). Negli anni Ottanta presiedette la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, di cui firmò la relazione conclusiva.
«Il suo impegno per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, per la sanità pubblica, per la verità sulle stragi e sulla P2 ci indica ancora oggi la strada di un sindacato che non si stanca di difendere la dignità delle persone. La Cisl ricorda con gratitudine una donna che ha saputo interpretare le istituzioni come luogo di servizio e la libertà come responsabilità», conclude la leader Cisl.









