«È bello ritrovarsi in una sala che avete scelto di intitolare a Gigi Bonfanti. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua competenza, il rigore e la straordinaria capacità di dialogo e mediazione maturata nella stagione della concertazione. Sapeva tenere insieme concretezza e visione, tutela del lavoro e interesse generale, senza mai confondere la ricerca di una sintesi con la rinuncia alle proprie convinzioni. Ricordarlo oggi significa far vivere nel presente il suo metodo, i suoi valori e il senso di responsabilità che hanno guidato il suo impegno».
Con questo ricordo partecipe e affettuoso la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha aperto il suo intervento a Parma, in occasione dell’intitolazione della nuova sala riunioni della sede Cisl allo storico dirigente sindacale, scomparso nel 2021, già Segretario Confederale e Segretario Generale dei Pensionati Cisl, alla presenza della sua famiglia.
Al termine della cerimonia, hanno preso il via ai lavori del Consiglio Generale della UST Cisl Parma Piacenza, introdotti dalla relazione del Segretario Generale, Michele Vaghini.
Nel corso del suo intervento, Fumarola si è soffermata sulle prospettive economiche e sociali del Paese, richiamando la necessità di uno sforzo condiviso: «Finita la stagione delle risorse straordinarie del PNRR, l’Italia deve decidere adesso cosa vuole fare dopo. Dobbiamo scegliere quali investimenti continuare a finanziare, quali infrastrutture completare, come sostenere la produttività e rafforzare la base industriale, come affrontare il declino demografico e la carenza di competenze, come rendere sostenibile un sistema di welfare sottoposto a pressioni sempre maggiori. Sono scelte troppo importanti per essere affidate alla successione delle emergenze o alla durata di una singola maggioranza politica. Per questo proponiamo un Patto della responsabilità: Governo, imprese e sindacati individuino le priorità strategiche e si assumano, ciascuno per la propria parte, l’impegno di realizzarle».
Nel sottolineare l’importanza del radicamento territoriale delle buone pratiche di contrattazione, la leader della Cisl ha richiamato l’accordo siglato di recente a livello locale: «Il Protocollo sottoscritto a luglio con il Comune di Parma sugli appalti, le concessioni, la legalità e la responsabilità sociale è un esempio concreto di buona contrattazione e di confronto: applicazione dei contratti sottoscritti dalle Organizzazioni comparativamente più rappresentative, tutela dell’occupazione nei cambi di gestione, contrasto al massimo ribasso, attenzione alla sicurezza, limiti al subappalto a cascata, controlli sulla regolarità e momenti periodici di confronto tra Amministrazione e sindacati. È importante che esperienze di questo tipo crescano nei territori, perché è qui che si vede concretamente se il dialogo sociale produce risultati o rimane solo una formula».
A margine dei lavori del Consiglio Generale, rispondendo ai giornalisti, Daniela Fumarola ha affrontato i temi al centro dell’agenda economica del sindacato, a partire dalle pensioni e dal fisco.
Sul fronte previdenziale, la Segretaria Generale Cisl ha sollecitato l’apertura di un confronto con Il Governo: «Il nostro Paese ha l’esigenza di ragionare su una riforma della previdenza, pensiamo che si debba aprire un tavolo di confronto strutturato». Tra i punti qualificanti della proposta Cisl: «La tutela del potere d’acquisto di chi è già in pensione con una rivalutazione piena delle pensioni, una pensione di garanzia per i giovani segnati da rapporti di lavoro discontinui, rendere strutturale l’Ape sociale per chi ha lavori gravosi e rendere più accessibile Opzione Donna. Abbiamo bisogno di incentivare la previdenza complementare – ha aggiunto – perché il futuro previdenziale, soprattutto dei giovani, bisogna costruirlo oggi. È necessario defiscalizzare le tredicesime e allargare le quattordicesime, un ulteriore elemento che va nella direzione di aiutare i pensionati e aumentare i redditi di fronte alle sofferenze causate dai conflitti e dal caro energia».
Infine, sollecitata sui temi fiscali e sulle recenti discussioni relative all’abolizione del bollo auto, Fumarola ha precisato: «Siamo stati sempre contrari a tasse sulle proprietà, pensiamo che l’abolizione del bollo auto sia una scelta trasversale, ma che non basta. Sulle politiche fiscali, a partire dalla manovra, bisogna riconsiderare la seconda aliquota Irpef. Noi chiediamo che si arrivi al 32% e si allarghi la forbice alla soglia dei 60.000 euro di reddito, pensiamo che si debba assolutamente continuare a detassare, ma rendendo strutturali questi interventi».









