«Che nella scuola ci sia ancora una grande area di precariato è fuori discussione. La CISL Scuola lo denuncia da tempo e continua a chiedere interventi strutturali, soprattutto sul sostegno.
Ma proprio perché il problema è serio, credo sia necessario evitare letture nelle quali tutto viene messo insieme e ricondotto indistintamente a un avvio dell’anno scolastico segnato soltanto da criticità».
Così Roberto Malzone, segretario generale Cisl Scuola Toscana, interviene dopo le valutazioni diffuse stamani dalla Flc-Cgil Toscana.
«Se vogliamo discutere dei problemi, facciamolo fino in fondo. Il precariato – dice Malzone – non nasce negli uffici dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e non si risolve con un atto del direttore regionale.
Dipende dalla struttura degli organici, dalle regole nazionali sul reclutamento, dai contingenti autorizzati e, sul sostegno, da una quota enorme di posti che continua a essere attivata in deroga anziché essere stabilizzata.
E’ così da anni ed è lì che bisogna intervenire».
Il segretario Cisl Scuola Toscana respinge anche una lettura negativa del lavoro svolto dall’amministrazione scolastica regionale:
«Abbiamo seguito quotidianamente le operazioni e conosciamo bene difficoltà e problemi. Questo ci consente anche di dire, senza alcuna indulgenza ma per onor del vero, che l’USR e gli uffici territoriali hanno fatto la loro parte, in un quadro normativo complicato e con gli strumenti messi a disposizione.
Quando c’è da criticare lo facciamo, ma quando il lavoro viene fatto è corretto riconoscerlo».
Anche sulle rinunce ai ruoli, secondo la Cisl Scuola Toscana, serve maggiore profondità:
«Non basta contarle. Bisogna chiedersi perché un lavoratore rinunci a un posto stabile. Affitti ormai proibitivi in alcune zone della Toscana, distanza dalla famiglia, costo degli spostamenti, retribuzioni insufficienti e vincoli di permanenza possono rendere poco sostenibile persino un’assunzione a tempo indeterminato.
Questo dovrebbe preoccupare tutti, perché ci parla del valore economico che oggi attribuiamo al lavoro nella scuola».
«Sugli ATA – aggiunge Malzone -, compresi gli assistenti tecnici, non nascondiamo nulla: gli organici sono insufficienti e servono più assunzioni.
Ma anche qui i numeri vengono determinati a livello nazionale, non dall’USR Toscana».
«Alla vigilia dell’apertura delle scuole – conclude il segretario Cisl Scuola Toscana – preferiamo quindi una discussione seria sui problemi e sulle responsabilità reali.
La Cisl Scuola continuerà a chiedere più stabilizzazioni, più posti in organico sul sostegno e organici ATA adeguati.
Ma non confonderemo ciò che deve cambiare a Roma con ciò che è stato fatto, e anche fatto bene, in Toscana».








