Incroceranno le braccia il prossimo 18 settembre le oltre 1.600 lavoratrici e lavoratori di Apple Retail Italia, impiegati nei 17 store della multinazionale statunitense presenti sul territorio nazionale. Lo sciopero, indetto per l’intero turno di lavoro con presidi davanti i punti vendita, è stato proclamato dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, confermando lo stato di agitazione avviato a giugno, di fronte all’assenza di risposte sostanziali sul rafforzamento degli organici e sulla riduzione dei carichi di lavoro. La mobilitazione si svolgerà in concomitanza con l’arrivo della nuova generazione di iPhone nei negozi italiani.
La protesta raccoglie il mandato delle assemblee svolte simultaneamente negli store italiani il 7 settembre, che hanno registrato un’ampia partecipazione. Dal confronto con il personale è emerso un peggioramento delle condizioni di lavoro, legato alla carenza di addetti e a cambiamenti nei processi e nelle procedure che, secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali, aumentano la pressione sulla produttività senza adeguata attenzione al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Al centro delle rivendicazioni sindacali un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota del personale a tempo determinato e l’incremento su base volontaria degli orari dei dipendenti part-time, con interventi calibrati sulle esigenze dei singoli punti vendita e tempi certi di attuazione.
Nell’ultimo incontro del 29 luglio, l’azienda non ha manifestato disponibilità ad accogliere queste richieste, limitandosi ad annunciare un aumento delle assunzioni a termine e un anticipo del loro avvio. Una risposta giudicata insufficiente: il ricorso al personale a tempo determinato copre ormai un periodo prossimo ai sette mesi, evidenziando, per i sindacati, carenze strutturali che richiedono soluzioni occupazionali stabili.
Tra le criticità segnalate figurano anche la gestione delle attività “experience” e la crescente promiscuità delle mansioni, con le job description che lasciano ampi margini di discrezionalità all’azienda.
Sul versante economico, il confronto ha invece consentito di ottenere un avanzamento importante, con l’aumento del valore dei buoni pasto a 10 euro a partire da agosto. Un risultato che non esaurisce le richieste del personale sul miglioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto in vista dell’intensificazione delle attività collegata al lancio di nuovi prodotti.
«L’innovazione deve migliorare anche le condizioni di chi lavora. Dietro ogni prodotto venduto e ogni intervento di assistenza ci sono competenze, professionalità e un impegno quotidiano che Apple deve riconoscere con scelte concrete» ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale. «L’aumento dei buoni pasto – ha aggiunto il sindacalista – rappresenta un avanzamento importante, ma non risolve le carenze di personale né alleggerisce i carichi negli store. Chiediamo assunzioni stabili, opportunità di consolidamento degli orari per chi lavora part-time e una chiara definizione delle mansioni». «L’arrivo dei nuovi iPhone – ha concluso – porterà un’intensificazione delle attività: l’azienda deve farsene carico con organici adeguati, senza riversare ulteriori pressioni sul personale. Con lo sciopero del 18 settembre rivendichiamo condizioni di lavoro sostenibili e impegni verificabili, con tempi certi».
Le organizzazioni sindacali restano disponibili al confronto con la società. Ulteriori ore di sciopero potranno essere proclamate a livello territoriale.






