Una sentenza importante sul riconoscimento del servizio pre-ruolo e sulla ricostruzione di carriera arriva dal Tribunale di Rimini, che con decisione dell’8 settembre 2026 ha accolto il ricorso promosso nell’ambito dell’azione di tutela avviata dalla CISL Scuola Emilia-Romagna.
Il ricorso è stato promosso direttamente da Luca Battistelli, Segretario generale regionale CISL Scuola Emilia-Romagna, con l’obiettivo di tutelare la propria posizione e, al tempo stesso, verificare concretamente la possibilità di ottenere il pieno riconoscimento del servizio prestato durante gli anni di precariato, aprendo una possibile strada di tutela per altri docenti che si trovino in condizioni analoghe. L’azione giudiziaria è stata seguita dall’avvocato Veronica Pepoli, legale convenzionata con la CISL Scuola.
Il giudice ha disposto la nuova ricostruzione della carriera, riconoscendo l’anzianità maturata attraverso il servizio pre-ruolo in applicazione del principio di non discriminazione previsto dalla clausola 4 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, allegato alla direttiva 1999/70/CE.
La pronuncia ha comportato la rideterminazione della posizione stipendiale, l’anticipo delle successive fasce economiche e il riconoscimento di circa 4.000 euro di differenze retributive, nei limiti della prescrizione quinquennale, oltre agli accessori di legge. Le amministrazioni resistenti sono state inoltre condannate alla rifusione delle spese processuali.
“Questa sentenza nasce da un’azione che abbiamo scelto di promuovere direttamente come CISL Scuola Emilia-Romagna – sottolinea Luca Battistelli – perché riteniamo che la questione del riconoscimento del servizio pre-ruolo meriti una tutela concreta e non soltanto una rivendicazione sindacale. Non siamo davanti alla richiesta di un privilegio, ma al riconoscimento di un lavoro che è stato realmente svolto. Per anni migliaia di docenti hanno garantito il funzionamento delle nostre scuole attraverso il lavoro precario e, una volta entrati in ruolo, si sono visti riconoscere solo parzialmente quell’anzianità. A parità di lavoro deve corrispondere parità di riconoscimento”.
La questione riguarda un numero molto elevato di lavoratrici e lavoratori della scuola: docenti che, dopo anni di servizio a tempo determinato, una volta immessi in ruolo possono trovarsi con un riconoscimento del servizio pre-ruolo che non valorizza integralmente l’anzianità maturata, con conseguenze sulla progressione economica.
“Il valore di questa sentenza – prosegue Battistelli – è anche quello di aver verificato sul campo una questione che interessa molti lavoratori. Non intendiamo fermarci al singolo caso. Metteremo a disposizione dei nostri iscritti gli strumenti per verificare la correttezza delle ricostruzioni di carriera e, laddove emergeranno i presupposti, valuteremo insieme ai lavoratori le necessarie iniziative di tutela”.
La CISL Scuola Emilia-Romagna avvierà quindi una fase di verifica delle ricostruzioni di carriera sul territorio regionale. I docenti interessati potranno sottoporre la propria posizione alle strutture del sindacato per accertare eventuali differenze nel riconoscimento del servizio pre-ruolo e, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti, valutare la possibilità di promuovere nuovi ricorsi, con il supporto dei legali convenzionati.
“Da Rimini parte un percorso che vogliamo estendere a tutta l’Emilia-Romagna – spiega il segretario regionale –. Come organizzazione sindacale abbiamo il dovere di trasformare una sentenza favorevole in un’opportunità concreta di tutela per tutti quei docenti che potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Per questo lavoreremo per verificare le singole ricostruzioni di carriera e per promuovere, dove ne ricorrano i presupposti, nuovi ricorsi, con il supporto della nostra rete legale in convenzione.”
La questione è stata oggetto anche dell’intervento della Corte di Cassazione, nell’ambito del principio di non discriminazione tra lavoro a tempo determinato e lavoro a tempo indeterminato. “A parità di lavoro deve corrispondere parità di riconoscimento – continua Battistelli –. Non chiediamo un privilegio e non chiediamo scorciatoie. Chiediamo semplicemente che gli anni di lavoro realmente svolti nella scuola non vengano cancellati o svalutati nel momento in cui il docente entra in ruolo”.
“Il precariato non può diventare una parentesi da dimenticare nel momento in cui si conquista il ruolo – conclude Battistelli –. Dietro ogni anno di servizio ci sono professionalità, responsabilità e lavoro. Quel lavoro deve essere riconosciuto. È una questione di giustizia, di equità e di rispetto per chi ha contribuito per anni a mandare avanti la scuola.”








