«Il Report semestrale della Cisl, diffuso oggi in occasione dei dati Istat, registra nel secondo trimestre 2026 la crescita dell’occupazione, con 24.447.000 di occupati, in aumento di 246 mila unità (+1%) rispetto allo stesso periodo del 2025, insieme alla riduzione della disoccupazione e dell’inattività e a una maggiore stabilità dei rapporti di lavoro». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli sui dati Istat relativi al secondo trimestre 2026 del Report elaborato dal Dipartimento Mercato del Lavoro della Confederazione di Via Po.
«Ai giovani e alle tipologie contrattuali è dedicato uno specifico focus che mostra come nel 2019 il 63,3% dei dipendenti tra 15 e 24 anni aveva un contratto temporaneo: il tempo indeterminato tra i giovani rappresentava quindi appena il 36,7%. L’Italia era allora tra i paesi europei con la maggiore diffusione del lavoro temporaneo giovanile. Negli anni la situazione è notevolemente migliorata: nel primo trimestre 2026 il 50,9% dei dipendenti tra 15 e 24 anni e il 79,1% di quelli tra 25 e 34 anni ha un contratto a tempo indeterminato», aggiunge Pirulli.
«Restano però criticità strutturali, soprattutto nella partecipazione di giovani e donne. Per questo, nella prossima Legge di Bilancio occorre concentrare le risorse su questi target, dando continuità al programma GOL e rivedendo gli incentivi alle assunzioni, premiando le imprese che investono in formazione e conciliazione vita-lavoro.
Per i giovani proponiamo di rafforzare formazione professionale e apprendistato, introdurre un conto personale di formazione e prevedere una fiscalità più favorevole nella fase di ingresso nel mercato del lavoro, evitando però una flat tax per i lavoratori dipendenti.
Per le donne servono misure strutturali che favoriscano l’occupazione, soprattutto a tempo pieno: sostegni automatici in busta paga alle madri lavoratrici, anche con un solo figlio, e incentivi alle aziende che attraverso la contrattazione introducono strumenti di conciliazione utilizzabili in modo paritario.
Occorre infine sostenere la mobilità geografica, intervenire fiscalmente sui lavori caratterizzati da turni, orari disagiati, stagionalità o maggiore usura e confermare la tassazione agevolata sui premi di produttività», conclude Pirulli.









