L’ultimo Rapporto della Regione Emilia-Romagna su “Cittadini stranieri in Emilia-Romagna. Residenti e dinamiche demografiche” restituisce, con i dati aggiornati al 1° gennaio 2025, un’analisi approfondita della presenza straniera nelle tre province romagnole. L’Osservatorio CISL Romagna ha esaminato nel dettaglio i numeri di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, cogliendo un filo conduttore comune: la popolazione straniera non è più un fenomeno in espansione incontrollata, ma una componente stabile, radicata e sempre più integrata nel tessuto economico e sociale romagnolo.
Il quadro d’insieme: 130.081 residenti, tre territori a confronto
Al 1° gennaio 2025 la Romagna conta complessivamente 130.081 cittadini stranieri residenti: 47.961 a Ravenna (12,3% della popolazione), 44.725 a Forlì-Cesena (11,3%) e 38.395 a Rimini (11,2%). Le tre province si collocano tutte sotto la media regionale (12,9%) e agli ultimi posti fra le nove province dell’Emilia-Romagna per incidenza migratoria – Ravenna sesta, Forlì-Cesena ottava, Rimini ultima.
Un dato che, se letto in prospettiva storica, racconta una trasformazione profonda: in poco più di vent’anni, dal 2003 al 2025, il numero di residenti stranieri è quasi quadruplicato in tutte e tre le province (Ravenna +299%, Forlì-Cesena +271%, Rimini +282%). In ciascun territorio, inoltre, il saldo naturale della popolazione italiana risulta negativo da anni: senza il contributo della componente straniera, la popolazione residente complessiva della Romagna avrebbe subito una contrazione, o sarebbe cresciuta molto meno di quanto effettivamente registrato.
Il trend dell’ultimo decennio: Rimini cresce più del doppio delle altre due province
Il confronto 2015-2025 mostra un andamento di crescita moderata ma costante, con differenze significative fra i tre territori:
Rimini si conferma la provincia più dinamica del decennio, con una crescita superiore al doppio rispetto a Ravenna e Forlì-Cesena. In tutti e tre i territori il picco della serie storica si colloca fra il 2022 e il 2024 – Forlì-Cesena nel 2022 (45.624 residenti), Ravenna e Rimini nel 2024 (rispettivamente 48.693 e 38.581) – cui è seguito un lieve riassestamento nel 2025, coerente con una fase di maturità del fenomeno più che di nuova espansione.
Ravenna: la provincia più “europea”, trainata dalla comunità rumena
A Ravenna la comunità rumena è nettamente la più numerosa, con quasi 11.800 persone pari al 25,0% degli stranieri residenti – il dato più alto fra tutte le nove province emiliano-romagnole. Seguono Albania (16,1%) e Marocco (9,1%). Ravenna è anche la provincia con la maggiore incidenza di cittadini comunitari (32,0% contro il 22,2% medio regionale).
Nel 2024 sono nati 449 bambini stranieri, oltre un quinto (20,3%) di tutti i nuovi nati ravennati. Sul fronte del bilancio demografico, il saldo naturale della componente straniera (+338) viene interamente riassorbito dal saldo migratorio negativo (-370), determinato in larga parte dalle 2.605 acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nell’anno – un nuovo massimo storico per la provincia.
Forlì-Cesena: l’unica provincia in attivo su entrambi i saldi
A Forlì-Cesena la comunità rumena resta la più numerosa (16,9%), seguita da Albania (14,4%) e Marocco (11,5%); da segnalare la forte presenza della comunità cinese (8,0%, quasi il doppio della media regionale).
Il dato più significativo riguarda proprio il bilancio demografico: Forlì-Cesena è l’unica delle tre province romagnole in cui la componente straniera registra un saldo complessivo positivo su entrambe le dinamiche, naturale (+408) e migratoria (+42), per un saldo totale di +450 unità nel 2024 – nonostante le 2.444 acquisizioni di cittadinanza registrate nello stesso anno. Nel 2024 sono nati 503 bambini stranieri, pari al 21,5% dei nuovi nati.
Rimini: sorpasso storico dell’Albania sulla Romania
Il dato più originale arriva da Rimini, unica provincia romagnola – e fra le poche in regione – dove la comunità più numerosa non è quella rumena. Al primo posto si colloca infatti l’Albania (16,6%), seguita da Romania (15,0%) e, al terzo posto, dall’Ucraina (14,9%, il valore più alto fra tutte le province emiliano-romagnole).
Il bilancio demografico 2024 è positivo per la componente straniera (+255 unità complessive), nonostante le 1.760 acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nell’anno. Nel 2024 sono nati 277 bambini stranieri, pari al 14,6% dei nuovi nati in provincia.
Il commento di CISL Romagna
“Questi dati confermano quello che i nostri sportelli e le nostre categorie toccano con mano ogni giorno – esordisce il segretario generale della CISL Romagna Francesco Marinelli –. La presenza dei cittadini stranieri in Romagna non è un’emergenza da gestire, ma una risorsa importante per la tenuta del nostro sistema economico e sociale.Lo dicono i numeri: senza il contributo di questi lavoratori e delle loro famiglie, il nostro territorio, fatto in larga parte di piccole e medie imprese, dell’artigianato e dell’industria, avrebbe già oggi seri problemi di tenuta demografica e produttiva.
Il punto, per noi, non sono i numeri in sé, ma cosa costruiamo intorno a questi numeri. Non basta registrare una presenza sul territorio: servono percorsi veri di integrazione, che si misurano ogni giorno su quattro fronti concreti.
Il primo è il lavoro. Serve garantire a tutti pari accesso a un’occupazione di qualità, contratti regolari, sicurezza e piena tutela sindacale, contrastando con decisione ogni forma di sfruttamento e di lavoro grigio o nero, che colpisce prima di tutto i lavoratori più fragili e ricattabili.
Il secondo è la scuola, che resta lo strumento più efficace ed è il luogo dove si gioca il futuro dell’integrazione delle nuove generazioni. I dati ci dicono che sempre più bambini nascono e crescono in Romagna da famiglie straniere: significa che dobbiamo investire con convinzione su lingua, orientamento e diritto allo studio, senza lasciare indietro nessuno.
Il terzo è l’abitazione, che resta una delle emergenze più concrete del nostro territorio, per le famiglie straniere come per tante famiglie italiane. Il mercato della casa in Romagna è sempre più inaccessibile, e questo rischia di vanificare ogni percorso di integrazione e di stabilità che pure i numeri ci raccontano.
Il quarto è la mobilità. Chi lavora nelle zone produttive periferiche, negli stabilimenti dell’entroterra o negli orari serali e notturni tipici del turismo e della logistica, ha bisogno di trasporti pubblici efficienti: senza mobilità, non c’è vera possibilità di accedere al lavoro e ai servizi.
Come CISL Romagna continueremo a lavorare, insieme alle istituzioni, alle imprese e alle altre organizzazioni sindacali del territorio, perché questa crescita si traduca in coesione sociale reale e in opportunità durature per tutti, italiani e stranieri, senza lasciare indietro nessuno. Un impegno che riguarda anche gli aspetti amministrativi, come i tempi per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, perché procedure semplici, chiare e rapide sono parte di un’integrazione che funziona.“
| Residenti stranieri nelle province romagnole, 2015-2025 | |||
| Anno | Ravenna | Forlì-Cesena | Rimini |
| 2015 | 47.067 | 44.031 | 36.881 |
| 2016 | 47.105 | 42.457 | 36.807 |
| 2017 | 47.570 | 41.515 | 36.364 |
| 2018 | 47.791 | 42.584 | 36.869 |
| 2019 | 47.674 | 43.580 | 38.047 |
| 2020 | 47.662 | 44.470 | 38.522 |
| 2021 | 47.318 | 44.870 | 38.509 |
| 2022 | 47.337 | 45.624 | 38.678 |
| 2023 | 48.378 | 44.817 | 38.345 |
| 2024 | 48.693 | 44.542 | 38.581 |
| 2025 | 47.961 | 44.725 | 38.395 |
| Var. 2015-2025 | +894 (+1,9%) | +694 (+1,6%) | +1.514 (+4,1%) |
| Cittadini stranieri residenti: genere, età e minori a confronto | |||
| Indicatore | Ravenna | Forlì-Cesena | Rimini |
| % Donne sul totale stranieri | 50,5% | 51,3% | 55,6% |
| % Uomini sul totale stranieri | 49,5% | 48,7% | 44,4% |
| Età media totale | 37,7 anni | 37,0 anni | 40,0 anni |
| Età media uomini | 35,3 anni | 34,4 anni | 36,4 anni |
| Età media donne | 40,1 anni | 39,4 anni | 42,8 anni |
| N. minori stranieri residenti | Oltre 8.700 | Oltre 8.450 | Quasi 6.000 |
| % minori stranieri sul totale minori residenti | 15,9% | 14,6% | 12,1% |
| % minori sul totale stranieri residenti | 18,5% | 18,9% | 16,0% |
Fonte: Regione Emilia-Romagna, “Cittadini stranieri in Emilia-Romagna”, 2026 (dati al 1° gennaio)








