«Domani riprendono le lezioni in Emilia-Romagna e migliaia di studenti torneranno nelle aule. La scuola, però, non riparte il giorno della prima campanella: docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e DSGA sono al lavoro già da settimane per organizzare attività, predisporre i plessi e garantire le condizioni necessarie all’avvio del nuovo anno scolastico. A tutto il personale va innanzitutto il nostro ringraziamento – afferma Luca Battistelli, segretario generale CISL Scuola Emilia-Romagna – perché ancora una volta la scuola riesce a ripartire grazie alla professionalità e all’impegno quotidiano di chi vi lavora».
Restano, tuttavia, numerose criticità. La scuola emiliano-romagnola riparte con un precariato che interessa circa il 30% dei docenti e il 40% del personale ATA. In diverse province proseguono ancora le nomine dalle GPS, così come le chiamate dalla terza fascia ATA, mentre per la copertura delle sedi vacanti di DSGA si sta facendo ricorso agli interpelli, con situazioni particolarmente difficili in alcuni territori.
«Il personale verrà individuato, ma servirà ancora qualche settimana perché tutte le scuole possano essere pienamente a regime. Non possiamo continuare a considerare normale che ogni settembre una parte così consistente del sistema scolastico debba essere ricostruita attraverso migliaia di contratti a tempo determinato».
Emblematica resta la situazione del sostegno. In Emilia-Romagna, a fronte di 7.991 posti strutturali, sono già 9.190 i posti in deroga, coperti con docenti precari a tempo determinato. Una situazione che rende evidente la necessità di trasformare progressivamente i posti in deroga in organico stabile, garantendo maggiore continuità agli studenti e stabilità ai lavoratori.
Forte preoccupazione riguarda anche il personale ATA: rispetto allo scorso anno si registrano 221 posti in meno tra organico di diritto e organico di fatto e, a fronte di oltre 3.100 posti disponibili, sono state autorizzate appena 1.131 assunzioni a tempo indeterminato.
«Non possiamo chiedere alle scuole di affrontare compiti e responsabilità sempre maggiori riducendo il personale. Il personale ATA è indispensabile per la sicurezza, la vigilanza, l’amministrazione e il funzionamento quotidiano delle nostre istituzioni scolastiche».
La ripartenza pone inoltre questioni che vanno ben oltre l’emergenza di settembre. La CISL Scuola Emilia-Romagna continuerà a chiedere un confronto sulle scelte relative al dimensionamento della rete scolastica, alla riforma degli istituti tecnici, agli organici e al sistema di reclutamento, oltre che sulla sicurezza e sulla vivibilità degli edifici scolastici, anche alla luce delle nuove condizioni climatiche.
«Il calo demografico non può tradursi automaticamente in meno scuole e meno personale. Al contrario, deve diventare l’occasione per investire sulla qualità, ridurre il precariato e rendere il lavoro nella scuola più attrattivo, anche attraverso una maggiore valorizzazione economica e professionale».
Alla vigilia della prima campanella, la CISL Scuola Emilia-Romagna augura alle studentesse e agli studenti, alle loro famiglie, ai docenti, al personale ATA, ai DSGA e ai dirigenti scolastici un buon anno scolastico.
«Il nostro augurio – conclude Battistelli – va soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno fanno vivere la scuola pubblica. La CISL Scuola Emilia-Romagna continuerà a essere presente in tutti i territori, nelle scuole e nei tavoli istituzionali, per tutelare il personale, intervenire sulle situazioni di maggiore criticità e rivendicare stabilità, investimenti e il giusto riconoscimento per chi lavora nella scuola. Buon anno scolastico a tutti».








