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Emilia R. Cisl: IA umana tra partecipazione e lavoro

22 Ottobre 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna, Senza categoria

Emilia R. Cisl: IA umana tra partecipazione e lavoro

22 Ottobre 2026 | Dai Territori > Emilia Romagna, Senza categoria

L’intelligenza artificiale è già nei luoghi di lavoro, anche quando nessuno l’ha annunciata, e troppe lavoratrici e troppi lavoratori la subiscono senza saperlo. È da questa constatazione che la CISL Romagna ha costruito la Masterclass “IA umana – Come immaginare partecipazione e umanità nella nuova sfida dell’intelligenza artificiale”, che questa mattina ha riunito alla Fiera di Cesena oltre 80 delegati dopo l’appuntamento che segue quello di Riccione, dedicato al confronto con le start up.

Aprendo i lavori, il Segretario Generale Francesco Marinelli ha chiarito subito il senso della giornata: “Non siamo qui per parlare di tecnologia. Siamo qui per parlare di persone.” Il titolo scelto, ha spiegato, può sembrare una contraddizione ma è una scelta di campo: “La domanda per noi non è che cosa sa fare la macchina, ma che cosa vogliamo fare noi, insieme, con la macchina.”

Marinelli ha chiesto di fare chiarezza al di là delle opposte esagerazioni, quella di chi vede nell’IA una bacchetta magica e quella di chi annuncia la fine del lavoro. “Soprattutto, non è neutrale e non è inevitabile”, ha detto, ricordando che dietro ogni sistema ci sono scelte su chi lo progetta, chi lo acquista, per fare che cosa e con quali controlli. Da qui il messaggio centrale: “L’IA non decide il proprio uso. Lo decidono le organizzazioni.” Lo stesso vale per gli effetti sul lavoro, aiuto e produttività oppure sostituzione e svalutazione delle competenze: “quale delle due evenienze si verificherà non è scritto nella tecnologia, bensì dipende da come viene introdotta.” E dipende anche da chi si prende i frutti. Se i vantaggi andranno solo a chi possiede la tecnologia e i costi ricadranno su chi lavora in termini di intensità, controllo e precarietà, si produrrà una nuova diseguaglianza. Se invece “i benefici si traducono in tempo, formazione, qualità del lavoro e salario, l’IA potrà rappresentare un’opportunità positiva.”

Particolare allarme il Segretario ha espresso per il management algoritmico, con sistemi che assegnano compiti, misurano prestazioni, stabiliscono ritmi e in alcuni casi sanzionano: un controllo continuo, opaco e non contestabile, un supervisore con cui non ci si può confrontare. “Una persona deve poter sapere chi e come ha deciso sul suo conto, e poter replicare”, ha affermato, aggiungendo che “nessuna decisione che incida su assunzioni, valutazioni, carriere, sanzioni o licenziamenti dovrebbe essere delegata a un sistema automatico.”

Sono sette le questioni che la CISL Romagna pone sul tavolo: diritto all’informazione sui sistemi di IA, controllo umano come procedura e non come enunciazione, dignità e protezione dei dati, formazione in orario di lavoro e per tutti, destinazione dei guadagni di produttività prima dell’introduzione delle tecnologie, gestione delle transizioni e governance pubblica.

La risposta, ha detto Marinelli richiamando l’articolo 46 della Costituzione, è la partecipazione. Gli strumenti concreti sono tavoli paritetici sull’innovazione digitale, accordi quadro con informazione preventiva, valutazione d’impatto e formazione, sperimentazioni guidate in cui i lavoratori siano coinvolti fin dall’inizio, clausole sui diritti digitali nella contrattazione di secondo livello.

La tavola rotonda, moderata dal responsabile dell’Osservatorio CISL Romagna Lorenzo Ciapetti, ha dato voce a tre prospettive. Elisabetta Bracci, esperta di innovazione etica e organizzativa, ha analizzato l’impatto dell’IA su processi e persone e il valore della sinergia tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva. Giuliano Nicolini, esperto di management e organizzazione, ha mostrato come l’IA ridisegni i confini tra unità e dipartimenti e il ruolo dei quadri intermedi, interrogandosi su come cambierà il lavoro dello stesso sindacato. Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense, ha illustrato il modello cooperativo e un percorso di partecipazione e sperimentazione.

Ai delegati è stato chiesto di tradurre il confronto in impegno, individuando un primo passo concreto nella propria categoria e azienda. Sul tavolo anche la proposta di laboratori per delegati dedicati all’uso consapevole dell’IA e alle competenze emotive.

Nel chiudere, Marinelli ha riassunto la posizione della CISL Romagna: «L’IA non necessita della nostra autorizzazione per diffondersi, ma richiede il nostro contributo per essere orientata correttamente. Facciamo in modo che a guidarla siano la persona, la comunità e la partecipazione. Questo è il significato autentico di una «IA umana».

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