Le segreterie Cisl Taranto Brindisi, Fai Cisl Taranto Brindisi e Fai Cisl Puglia, esprimono profondo dolore per la tragedia sul lavoro accaduta oggi, l’ennesima in provincia di Brindisi, in cui ha perso la vita Stefano Lacirignola, 51 anni di Cellino San Marco, schiacciato da un macchinario che trasportava, all’interno del capannone di un’azienda agricola, tra la città capoluogo e San Pietro Vernotico.
«Il nostro cordoglio è rivolto alla sua famiglia, alla moglie e ai figli, unitamente al pressante appello che indirizziamo agli Enti preposti di fare immediatamente chiarezza sulle cause dell’incidente mortale, con particolare riguardo alle condizioni di sicurezza in cui Stefano operava – dichiarano i segretari generali Antonio Baldassarre (Cisl Taranto Brindisi), Alessandro Gesuè (Fai Cisl Taranto Brindisi), Antonio La Fortuna (Fai Cisl Puglia) – considerando, appunto, che il rispetto delle norme sulla sicurezza costituisce obbligo giuridico oltreché formativo ma, soprattutto, è condizione per salvaguardare della vita umana».
Per la Cisl e la Fai Cisl territoriale e la Fai Cisl pugliese la questione salute e sicurezza, in ogni luogo di lavoro, grande o piccolo che sia, richiede risposte strutturali, un vero e proprio Patto, che tenga insieme prevenzione, formazione continua, contrattazione aziendale o territoriale, partecipazione attiva dei lavoratori, qualificazione delle imprese.
«Non esiste infortunio infatti, specie se mortale, che non coinvolga le singole comunità, come una vera e propria ferita sociale che costringe a riflettere sul modello di produzione, sull’organizzazione del lavoro, sullo sviluppo cui si vuole tendere, sul valore dato alla vita umana – concludono Baldassarre, Gesuè e La Fortuna – perciò continueremo a chiedere alle aziende dialogo, partecipazione, adozione di tutte le misure richieste dalla legge, compresa la formazione continua delle maestranze, al fine di scongiurare che i numeri dei morti sul lavoro continuino a salire, poiché dietro quei numeri ci sono persone, affetti, comunità, aspettative di vita tragicamente spezzate».










