Si è chiusa nella notte, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo due giorni di trattativa, la vertenza del Gruppo Electrolux, avviata lo scorso 11 maggio con la presentazione di un piano industriale che prevedeva 1.719 esuberi, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, e un ridimensionamento della capacità produttiva del 30%. L’accordo raggiunto modifica profondamente l’impostazione iniziale e definisce un percorso di riorganizzazione che esclude il ricorso a iniziative unilaterali da parte dell’azienda in materia di licenziamenti nel prossimo triennio.
“È stato un accordo complesso – commenta Alessio Lovisotto, segretario generale Fim Cisl Belluno Treviso -. Ora si apre una fase di transizione governata, con criteri di condivisione, per quanto possibile in una riorganizzazione che prevede comunque delle uscite su base volontaria, accompagnate da incentivi economici che possono arrivare fino a 95 mila euro”.
Per lo stabilimento di Susegana l’intesa conferma la centralità della produzione di frigoriferi da incasso, con una specializzazione orientata ai segmenti a maggiore valore aggiunto. Il piano prevede 18,5 milioni di euro di nuovi investimenti, destinati allo sviluppo dei prodotti, al rafforzamento della competitività produttiva e al miglioramento dell’efficienza energetica e logistica. Sul fronte occupazionale, gli esuberi indicati per il sito trevigiano sono diminuiti: 144 tra gli operai di produzione e 169 tra impiegati e quadri. Le uscite saranno esclusivamente su base volontaria, attraverso il piano di incentivi all’esodo, rivolto in particolare ai lavoratori con una maggiore anzianità aziendale.
“Siamo soddisfatti per gli impegni assunti su Susegana – prosegue Lovisotto –. Abbiamo lavorato fino all’ultimo perché fosse garantito un destino industriale a tutti gli stabilimenti e, in particolare, perché Susegana potesse contare su prodotti in grado di competere sul mercato internazionale. I 18,5 milioni di investimenti rappresentano un passaggio importante perché sono destinati ai prodotti: non basta mantenere una produzione, occorre darle prospettive, puntando su frigoriferi di qualità, innovazione e prestazioni capaci di far preferire i prodotti realizzati nel nostro territorio a quelli provenienti dai mercati orientali”.
La strategia di prodotto per Susegana prevede l’evoluzione della piattaforma GENESI, lo sviluppo delle gamme XXL Atlas e G-Force e l’introduzione della nuova gamma Swiss SMS. Sono inoltre previsti sviluppi tecnologici legati alla connettività, all’intelligenza artificiale, alla gestione intelligente della conservazione degli alimenti e ai sistemi di congelamento rapido. Sul piano produttivo, l’obiettivo indicato a fine triennio è di circa 515 mila frigoriferi all’anno, con un’organizzazione articolata su tre linee di assemblaggio.
Gli investimenti riguarderanno anche l’automazione, l’ottimizzazione della logistica, l’internalizzazione delle attività di magazzino e l’efficientamento energetico. Un ruolo importante è infine affidato al Ministero, chiamato a lavorare con le istituzioni europee per definire condizioni di concorrenza più equilibrate a livello internazionale.
“Abbiamo chiesto con forza che il settore degli elettrodomestici venga riconosciuto come un asset strategico, al pari dell’automotive – conclude Lovisotto –. Servono politiche industriali capaci di accompagnare il comparto e di consentire alle nostre aziende di competere ad armi pari con i produttori cinesi. Ora ci aspettiamo che anche i lavoratori possano express un valutazione favorevole: la prossima settimana si terranno le assemblee negli stabilimenti, alle quali parteciperanno anche i segretari nazionali insieme alle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm”.










