Roma 2 dicembre 2018 – “Quello dello sfruttamento nei campi è un fenomeno trasversale, al sud come al centro e al nord. Oltre 400 mila persone vengono sfruttate e restano senza tutele. Sono circa 220mila i braccianti irregolari, con punte del 50% sul totale della manodopera. Da Avola parte, a distanza di 50 anni, un nuovo messaggio per la dignità del lavoro e il rafforzamento delle tutele. Per ottenere risultati certi dovremo coinvolgere tutte le istituzioni presenti nei territori. Associazioni datoriali e sindacali devono agire insieme per lottare contro ogni forma di sfruttamento e di nuovo caporalato, per tutelare le imprese sane, la qualità del lavoro, la dignità della persona”.
Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, intervenendo a una tavola rotonda sui 50 anni dei fatti di Avola, in corso nella città siciliana.
“A cinquant’anni dai tragici fatti di Avola, in cui persero la vita due braccianti – ha aggiunto il sindacalista – è doveroso chiedersi cosa ereditiamo. Io credo che una delle lezioni da trarre è che il ruolo dei corpi intermedi è fondamentale per dare voce ai lavoratori e agire con senso di responsabilità, mentre invece oggi facciamo fatica a interloquire, come vediamo sulla manovra di bilancio, sull’allargamento dei voucher in agricoltura, oppure con il tavolo sul caporalato, dove i sindacati potranno avere al massimo il ruolo di uditori”.
“È sempre facile parlare alla pancia delle persone – ha detto in conclusione Rota – ma questo Paese ha bisogno di giustizia, non di altra rabbia. Avola è una comunità ancora ferita da quell’evento, per questo faccio appello anche al Presidente della Regione Musumeci affinché si chieda, tutti insieme, al Presidente Mattarella, di desecretare gli atti e riaprire una riflessione profonda su cosa accadde veramente in quel 2 dicembre del ’68. Sarebbe un modo per risanare la ferita, e per dare un senso alla vita di quelle persone che con il loro sacrificio contribuirono a tante conquiste per il mondo del lavoro, compreso lo statuto dei lavoratori. Lo dobbiamo al Paese, alle famiglie, e a tutti coloro che si sono battuti per fare avanzare in Italia i diritti di lavoratrici e lavoratori”.
All’appello ha risposto positivamente il Presidente della Regione, che si è impegnato a scrivere al Presidente della Repubblica anche a nome dei sindacati per chiedere di riaprire i fascicoli secretati.
Agricoli. Fatti di Avola, Rota (Fai Cisl): “Desecretare gli atti per risanare quella ferita”.
Agricoli. Fatti di Avola, Rota (Fai Cisl): “Desecretare gli atti per risanare quella ferita”.
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