“Con il Decreto Siccità auspichiamo si passi oltre gli interventi sporadici per affrontare davvero in chiave strutturale il fenomeno, che impatta drasticamente sulla nostra agricoltura e non solo. Positiva l’attenzione riservata alle infrastrutture idriche, con lo snellimento delle procedure autorizzative per la loro realizzazione e per la sicurezza e gestione degli invasi. Ora per dare gambe a questi obiettivi siano coinvolti i consorzi di bonifica e si rilanci l’intero comparto, che in alcuni territori versa in condizioni critiche, con stipendi non retribuiti anche da oltre sei mesi: una contraddizione non più tollerabile”.
Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai-Cisl il Segretario generale Onofrio Rota commentando l’approvazione del Decreto Siccità da parte del Consiglio dei Ministri.
“In Italia solo l’11% delle acque piovane viene raccolto, mentre il resto finisce in mare. Va disperso il 30% delle risorse idriche, mentre gli altri Paesi europei si fermano al massimo all’8%. Quello che serve – afferma il sindacalista – è una vera politica degli invasi, che faccia leva anche sugli 880 milioni previsti dal Pnrr per le infrastrutture idriche per aumentare le superfici irrigabili, garantire adeguate forniture, valorizzare la produzione di energia solare con pannelli galleggianti, senza mangiare altro suolo agricolo. Per questi obiettivi, la cabina di regia prevista dal Decreto – aggiunge Rota – dovrà tenere conto dei necessari investimenti da dedicare anche al capitale umano, alle competenze, alla conoscenza delle nuove tecnologie: per questo sarà importante che le parti sociali siano coinvolte, se si vuole un concreto cambio di passo nel contrasto ai cambiamenti climatici”.
Agroalimentare. Decreto Siccità, Rota (Fai-Cisl): “Bene l’attenzione alle infrastrutture, ora serve una vera politica degli invasi”
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