Si è conclusa oggi la prima giornata del 10° congresso nazionale del Sicet, in corso a Riccione (Hotel Mediterraneo), che riunisce fino a domani delegati, esperti e rappresentanti istituzionali per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: garantire il diritto alla casa e alla città come strumenti essenziali per la coesione sociale, la sostenibilità ambientale e il rilancio della partecipazione democratica. La mattinata è stata dedicata alle celebrazioni per il 50° anniversario della fondazione del Sicet, con diversi interventi e l’apertura della mostra fotografica “Immagini della nostra storia” che ripercorre mezzo secolo di attività sindacale. Nella relazione introduttiva, il segretario generale Fabrizio Esposito ha evidenziato come «la partecipazione costituisca l’elemento caratterizzante di questo congresso» e come essa sia «un requisito praticamente essenziale per promuovere il diritto alla casa e l’uso sostenibile del territorio». In un contesto segnato da crescenti disuguaglianze e dalla perdita di fiducia nelle istituzioni, Esposito ha ribadito l’impegno del Sicet nel «rafforzare i corpi sociali intermedi per tenere testa a capitali privati enormi», spesso combinati con tecnologie usate come «formidabili strumenti di controllo sociale».
Uno dei temi chiave della relazione è stato quello dell’emergenza abitativa. I dati parlano chiaro: «oltre il 46% delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto», mentre il mercato immobiliare «completamente liberalizzato da diversi decenni» continua a spingere fuori le fasce più deboli, con effetti paradossali, soprattutto nelle grandi città, dove «molto famiglie sono costrette a pagare un affitto che è addirittura più alto o comunque sconveniente rispetto a quella che sarebbe la rata del mutuo». «Se è il mercato immobiliare che genera continuamente povertà ed emergenza abitativa, è sul mercato immobiliare che bisogna intervenire», ha ribadito con forza il segretario del Sicet, rilanciando la proposta di un sistema di contrattazione più incisivo, il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e il rafforzamento dei fondi per l’affitto e la morosità incolpevole.
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi della rappresentanza democratica e alla deriva tecnocratica: «La democrazia rappresentativa rischia di diventare un guscio vuoto se non viene alimentata da una dialettica continua e costruttiva fra apparati politici e cittadini». In questo senso, serve un cambio di passo dell’Europa che «appare sempre più fragile e incapace di assumere un ruolo guida all’altezza del proprio passato». La ricetta del Sicet è chiara: «Dobbiamo cominciare a muoverci davvero come europei» e sostenere «la trasformazione dell’Unione Europea in uno Stato federale» in grado di promuovere «un modello di democrazia più avanzato» e rispondere con efficacia alla crisi climatica, all’emergenza abitativa e all’aumento delle disuguaglianze.
Per la Cisl nazionale è intervenuto il segretario confederale Andrea Cuccello. I lavori del congresso proseguiranno domani 27 maggio.
Al via a Riccione il 10° congresso nazionale del Sicet
Al via a Riccione il 10° congresso nazionale del Sicet
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