Roma, 21 maggio 2019 – È stato sottoscritto oggi a Venezia, a Palazzo Balbi, il protocollo regionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. A siglarlo, assieme alla Regione Veneto, le rappresentanze regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, CIA, Confagricoltura, Coldiretti, Agri Veneto, Fedagri, Confcooperative, Legacoop, Inps, Inail, Veneto Lavoro, Anpal, Ispettorato Interregionale del Lavoro di Venezia.
“Un intesa importante”, affermano il Segretario della Fai Cisl Veneto Andrea Zanin e il Segretario della Fai Cisl Verona Gianpaolo Veghini, “che prevede specifiche azioni per il rafforzamento dell’attività di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo attraverso i servizi offerti dai centri per l’impiego ma anche dagli enti bilaterali accreditati”. “Obbiettivo fondamentale – proseguono i due sindacalisti – il potenziamento dei servizi informativi finalizzati a favorire la conoscenza e la consapevolezza nei lavoratori dei loro diritti in ambito lavorativo, sindacale, sociale e sanitario, nonché dei rischi per la salute e la sicurezza relativi alle singole realtà lavorative”. Per Zanin si tratta di “un ottimo lavoro, per cui ringraziamo l’Assessore Elena Donazzan e il Presidente Luca Zaia, perché con questa intesa abbiamo più strumenti per attivare nei territori le Cabine di Regia previste dalle Legge 199 e rafforzare il ruolo degli enti bilaterali, con i quali parti sociali e istituzioni locali possono svolgere un ruolo attivo di prevenzione e contrasto del fenomeno”.
Sul Pil veneto l’agroalimentare contribuisce per il 15%. Circa 65 mila le aziende, 174 mila gli occupati. Sono diversi i casi di caporalato emersi negli ultimi anni anche in questa regione. “Il fenomeno – conferma il Segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota – è diffuso da Nord a Sud a macchia di leopardo, come emerge anche dalla nostra campagna Sos Caporalato, con la quale abbiamo messo a disposizione il numero verde gratuito 800.199.100 per segnalazioni e testimonianze. Ma è possibile individuare alcuni territori particolarmente vulnerabili in base a vocazione e stagionalità delle produzioni, non a caso anche in audizione alla Camera abbiamo ribadito che occorrono controlli più mirati, e soprattutto che serve migliorare gli strumenti di incontro tra domanda e offerta di lavoro”. “Ci sono già in diverse regioni e province protocolli virtuosi che funzionano”, commenta Rota, “ora la sigla di un protocollo anche in Veneto è una buona notizia, auspichiamo sia da monito per quelle regioni che non hanno ancora attivato accordi simili, che sono fondamentali anche per dare concreta attuazione a quanto previsto dalla Legge 199. L’obiettivo è un mercato del lavoro governato su tutto il territorio nazionale in modo efficiente e trasparente, per garantire dignità e tutele a chi ogni giorno contribuisce alle eccellenze del Made in Italy agroalimentare”.
Caporalato. Fai Cisl: “Bene protocollo veneto, sia monito per altre regioni”
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