Si è svolta oggi la terza riunione della Commissione allerta sui prezzi, convocata settimanalmente dal garante presso il MIMIT.
Nel corso dell’incontro sono emersi alcuni elementi da evidenziare e che vi riproponiamo:
1. il decreto varato nei giorni scorsi e che prevede una riduzione di 20 centesimi di euro al litro delle accise e 5 cent. Sull’IVA per tre settimane (fino all’8 aprile), ha avuto l’effetto auspicato: infatti circa il 92% degli esercenti ha ridotto il prezzo sia della benzina che del carburante; circa il 5% ha lasciato invariato il prezzo e circa il 3% lo ha aumentato;
2. il prezzo massimo registrato il 21 marzo per la benzina è di 1,72 euro/litro (1,64 il minimo) e per il gasolio valore massimo 2,03 (minimo 1,88);
3. confrontando i prezzi rispetto a quelli del 27 febbraio, si osserva che il prezzo della benzina è sostanzialmente invariato dopo l’intervento sulle accise; mentre il gasolio resta comunque superiore di circa 25 centesimi;
4. per quel che riguarda le quotazioni internazionali i prezzi sono alti ma sempre inferiori rispetto ai valori massimi del 2022. Confrontando i prezzi a livello europeo (23 febbraio-16 marzo) l’Italia registra un incremento del 10% della benzina e di circa il 20% del gasolio, inferiore rispetto agli aumenti percentuali di Francia, Germania e Spagna: per quel che riguarda il gasolio è vero che Francia e Spagna hanno fatto registrare aumenti più elevati in percentuale (22,3% e 29,1% rispettivamente) ma partivano da valori inferiori (la Spagna di quasi 30 centesimi);
5. la dinamica del prezzo del gas è in crescita ma non comparabile con quello registrato nel 2022;
6. viene confermata la crescita dei prezzi dei fertilizzanti: +35% dal 27 febbraio e +66,7% nell’ultimo anno, ma con prezzi sempre al di sotto di quelli del 2022 per circa il 28%.
7. da evidenziare l’approfondimento per valutare la dipendenza dell’Italia dall’import dai Paesi coinvolti nel conflitto: il 10% delle importazioni proviene dai paesi dell’area del Golfo e copre il 30% del nostro fabbisogno di sette materie prime industriali (tra i quali metanolo, stirene, petrolio). Esiste quindi rischio politico per le materie prime industriali importate da quell’area;
8. per quel che riguarda le stime dell’inflazione della Bce e quelle Istat per l’Italia, è stato osservato che i valori dipendono dall’evoluzione dello scenario e dalla loro persistenza e che non hanno un valore probabilistico.
Rispetto ai punti sopra riportati, come CISL apprezziamo la ravvicinata periodicità con cui la commissione per l’allerta prezzi monitora l’andamento dei costi dei carburanti, delle materie prime, dei fertilizzanti. La conoscenza della dinamica in atto, infatti, consente di prevedere opportuni correttivi nei limiti delle risorse disponibili e del perimetro della crisi in atto.
Come già evidenziato, preoccupa la traslazione del prezzo dei carburanti sull’intera filiera della logistica e dei beni con un rialzo generalizzato del livello dei prezzi che – come abbiamo sperimentato nel recente passato – non rientrano mai al loro valore originario al termine della crisi, andando ad incidere sul potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. E’ questa la ragione per cui riteniamo centrale una nuova stagione di politica dei redditi che sia capace di affrontare in modo agile la crisi dei salari sottoposti a tensioni per le molte crisi e transizioni in atto. Contemporaneamente riteniamo anche che sia indispensabile prevedere interventi complessivi di medio periodo che rendano il nostro Paese meno dipendente dall’estero per quel che riguarda il fronte energetico.
Il decreto che ha tagliato le accise per 20 centesimi euro/litro sui carburanti – grazie anche ad uno stretto controllo – si è riflesso positivamente sul prezzo finale di benzina e gasolio, aspetto che riteniamo essenziale per cercare di frenare l’inflazione. Questo intervento – d’altra parte – durerà tre settimane e preoccupano gli scenari di breve periodo legati alla guerra in corso, all’elevata instabilità dell’intera area del Golfo e all’allargamento del conflitto. Riteniamo quindi indispensabile che le indicazioni della Commissione allerta prezzi siano di sostegno a tracciare non solo interventi di breve periodo, ma a strutturare contromisure di medio periodo anche in scenari avversi non abbassando la guardia rispetto a versante del monitoraggio e delle eventuali sanzioni nei confronti dei soggetti che speculano a danno dei consumatori.





