Si è svolta il 6 marzo 2026, presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, una riunione della Commissione di allerta rapida per la sorveglianza sui prezzi che è stata convocata d’urgenza per monitorare, innanzitutto, l’andamento del costo dei carburanti e del gas, con la finalità di prevenire fenomeni speculativi nonché per individuare possibili correttivi laddove gli aumenti dovessero risultare sensibili.
Tensioni internazionali, prezzi dei carburanti, dinamica degli aumenti, riflessi sui prezzi dei beni alimentari e sul carrello della spesa, andamento dell’inflazione sono stati gli argomenti approfonditi nel corso dell’incontro.
Il Ministro Adolfo Urso, presente alla riunione presieduta dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, ha precisato che per realizzare un monitoraggio tempestivo e puntuale sull’andamento dei prezzi, la Commissione di allerta rapida – che ricordiamo comprende anche le rappresentanze della Parti sociai – si riunirà settimanalmente, considerato che la situazione venutasi a creare per effetto dell’attuale situazione geopolitica pone una necessità di sorveglianza che deve essere anche accompagnata da interventi correttivi laddove le condizioni lo rendessero necessario.
Per la Cisl il tema dei prezzi dei carburanti/gas e dei beni alimentari riveste particolare rilevanza per gli effetti sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati, in particolare quelli più fragili economicamente, ma anche per le potenziali criticità per il nostro sistema economico.
Prezzi dei carburanti in crescita significano anche incremento dei costi di produzione che possono spingere fuori dal mercato una quota di aziende con contraccolpi sull’occupazione.
La critica congiuntura internazionale infatti, se non dovesse esaurirsi in breve, potrebbe avere ripercussioni sull’intero sistema economico, propagandosi dai prezzi dei carburanti a tutta la filiera dei beni alimentari, quindi al potere di acquisto e ai prezzi di produzione delle imprese.
Il tutto in una situazione che non aveva ancora riassorbito sul lato dei prezzi, la spinta inflazionistica originata nel 2022 dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Di seguito vi rimettiamo alcuni elementi emersi nel corso dell’incontro:
§ prezzi dei carburanti: i dati diffusi fanno riferimento all’ultima settimana e quindi l’obiettivo della riunione era quello di fotografare l’effetto immediato della crisi internazionale sul lato dei prezzi. In particolare la benzina fa registrare aumenti compresi tra 6 e 11 centesimi di euro per litro mentre il gasolio tra 11 e 23 centesimi di euro per litro.
Analogo andamento al rialzo è evidenziato anche per il gas. Rispetto al 2022, però, l’Italia ha al momento ampie scorte per far fronte alla crisi.
In questa prima settimana di osservazione, la dinamica dei prezzi – seppure al rialzo – è più contenuta rispetto alla crisi del 2022 e andrà quindi verificata e monitorata con grande attenzione nelle prossime settimane.
E’ stata espressa preoccupazione in particolare per tutti quei settori che sono ad alto fabbisogno energetico e per i quali il costo del carburante è la principale voce di costo come per esempio quello dei trasporti aerei e marittimi, sia delle persone che delle merci. Vengono pertanto previste tensioni nel medio periodo e la loro intensità potrà dipendere dalla durata del conflitto in atto.
§ Beni alimentari e carrello della spesa: l’indice generale dei prezzi a febbraio 2026 registra un +1,6%, mentre il carrello della spesa cresce al 2,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
E’ interessante osservare come la dinamica dei prezzi di alcuni beni che compongono il carrello della spesa sia più elevata rispetto all’indice generale nonché a quello del carrello della spesa. Questa è una delle ragioni per le quali i consumatori (in particolare quelli a basso reddito più esposti alla volatilità dei prezzi dei beni alimentari) sperimentano un sensibile incremento dei prezzi, superiore rispetto a quello indicato dall’indice complessivo.
Nello specifico, sono stati analizzati alcuni beni alimentari che erano già stati precedentemente approfonditi poiché soggetti – per diverse ragioni – a tensioni sul fronte del prezzo: la carne bovina registra a febbraio 2026 un + 5,6% rispetto all’anno precedente; così come i prodotti lattiero caseari e in particolare le uova con un +9%; il caffè +13,3% ma con prezzi in calo dopo le forti tensioni che erano state rilevate lo scorso anno.
Un altro elemento da non trascurare è l’incremento già in atto del prezzo dei fertilizzanti (urea +34%) per le ripercussioni sul prezzo dei beni agroalimentari.
I dati analizzati sono precedenti l’inizio della crisi internazionale e saranno quindi oggetto di prossimi monitoraggi e approfondimenti.
§ Inflazione: in via generale è stato osservato come l’andamento dell’inflazione abbia ad oggi una dinamica nel limite dell’1,6%. Nel 2022 il ciclo dell’inflazione era stato trainato dalla crescita tumultuosa del prezzo di gas, carburanti e elettricità. Successivamente, il contenimento del prezzo dei beni energetici ha contribuito in modo determinante alla riduzione del livello di inflazione anche se questa resta oggi sempre più alta rispetto a quella che si registrava nel 2021 ed è concreto il rischio che la ripresa del prezzo degli energetici riaccenda la dinamica inflazionistica: in questo caso, l’incremento dei prezzi andrebbe a sovrapporsi ad una situazione pregressa non completamente riassorbita con effetti ulteriormente negativi sul potere di acquisto e pensionati soprattutto in mancanza di meccanismi che consentano il recupero del drenaggio fiscale.
In vista di un quadro internazionale ancora incerto, è già stata programmata un’altra riunione per monitorare l’evolversi della situazione. La CISL si impegna a proseguire l’attività di informazione costante per aggiornare lavoratori e pensionati su ogni ulteriore sviluppo e sui futuri interventi correttivi





