“Sabato non saremo in piazza perché non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione. Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale, la Cisl non può e non vuole farne parte”.
Con queste parole il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, prende le distanze dalla manifestazione organizzata dal Comitato per il diritto alla tutela della salute Pubblica e alle cure, che ha tra i suoi principali promotori la Cgil regionale, in programma sabato 23 maggio a Torino.
“I problemi della sanità piemontese sono reali e gravi – liste d’attesa inaccettabili, case di comunità sottofinanziate e che stentano a decollare, un modello ospedalocentrico che non regge più – ma secondo noi non si risolvono in piazza, ma al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto, come stiamo peraltro facendo. Per noi è questa la strada giusta. Chiediamo piuttosto alla Cgil di spiegare perché abbia preferito un percorso di questo tipo, anziché costruire un fronte comune nell’alveo della confederalità. Non bastano risorse aggiuntive per tappare i buchi ma bisogna riformare l’intero sistema sanitario regionale perché quello attuale non regge più. Inoltre, occorre far tornare a crescere il Piemonte perché senza sviluppo economico, nessun sistema sanitario sarà mai sostenibile”.






