Dagli incentivi per le sedi disagiate alla valorizzazione del personale già in servizio: «Ora occorre trasformare le misure in risposte concrete per il sistema sanitario. Importante valorizzare anche il personale già in servizio e accelerare le assunzioni»
La FP CISL Sardegna e la CISL Medici Sardegna esprimono una valutazione positiva sulle due deliberazioni con cui la Giunta regionale interviene sul reclutamento del personale sanitario, sugli incentivi per le sedi disagiate e sulla gestione delle graduatorie.
«Sono provvedimenti attesi, che affrontano problemi reali e danno seguito agli impegni del Protocollo sottoscritto il 4 agosto 2025 dalla Regione con CGIL, CISL e UIL, confermati anche nell’incontro del 19 ottobre scorso con la presidente Alessandra Todde», dichiarano Massimo Cinus della FP CISL Sardegna e Maura Orrù della CISL Medici Sardegna. «Il confronto sta producendo risultati concreti. È importante proseguire su questa strada, dando continuità agli impegni assunti».
Tra le misure previste figurano incentivi mensili lordi di 2.000 euro per i medici e di 1.000 euro per le professioni sanitarie che accettano un incarico nelle sedi disagiate, con un impegno di permanenza di almeno 18 mesi. Sono inoltre previsti possibili contributi per l’alloggio.
«Si tratta di una risposta concreta alle difficoltà di reperimento del personale in alcune strutture del territorio», osserva Massimo Cinus. «Non possiamo però dimenticare chi in quelle stesse sedi lavora da anni, spesso affrontando carenze di organico e carichi di lavoro particolarmente gravosi. La delibera apre alla possibilità di riconoscere incentivi anche al personale già in servizio: chiediamo che questa previsione trovi presto attuazione, attraverso criteri equi e il necessario confronto sindacale».
La necessità di riconoscere e valorizzare il personale che, in condizioni difficili, ha garantito negli anni l’operatività delle sedi, viene ribadita anche dalla segretaria Orrù, che richiama l’importanza di un’adeguata attenzione alle condizioni economiche e lavorative di chi già presta servizio in queste strutture. «Gli incentivi possono rappresentare uno stimolo ad accettare un incarico, ma non sono sufficienti, da soli, a garantire la permanenza dei professionisti», sottolinea Maura Orrù. «Per rendere davvero attrattive le sedi disagiate occorrono condizioni di lavoro adeguate, organici sufficienti, équipe stabili e un’organizzazione capace di tutelare la sicurezza degli operatori e dei pazienti. L’obiettivo deve essere rafforzare complessivamente la presenza dei medici nel sistema sanitario regionale, non limitarsi a spostarli da una struttura all’altra».
Sul fronte delle graduatorie, FP CISL e CISL Medici condividono l’esigenza di accelerare le procedure di reclutamento e rendere più efficaci i meccanismi di assunzione. È però fondamentale che le nuove disposizioni non introducano rigidità tali da ostacolare il reperimento di professionisti, soprattutto in una fase in cui il sistema sanitario regionale continua a fare i conti con una significativa carenza di personale.
«Quando il confronto porta a decisioni utili, è giusto riconoscerlo. Adesso bisogna tradurre questi provvedimenti in risultati concreti», concludono Cinus e Orrù. «Continueremo a seguire l’attuazione del Protocollo del 4 agosto e a contribuire alla soluzione delle questioni ancora aperte. La priorità resta quella di rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro e garantire una sanità pubblica capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, in ogni territorio della Sardegna».
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