Il risultato ottenuto attraverso l’azione legale riguarda ferie maturate e non godute negli anni precedenti, a partire dal 2017. Gaudioso e Battistelli: “Un diritto non deve rimanere soltanto sulla carta”.
Oltre 40mila euro riconosciuti a 13 docenti per le ferie maturate e non godute negli anni precedenti. È il risultato ottenuto dalla CISL Scuola Romagna attraverso un’azione legale che ha portato al riconoscimento economico di somme spettanti agli insegnanti coinvolti, per periodi di servizio risalenti anche al 2017.
Non si tratta di un aumento di stipendio, di un bonus o di una concessione, ma di diritti economici legati al lavoro svolto e alle ferie maturate e mai godute. Dietro questi numeri ci sono storie di insegnanti che per anni hanno lavorato nelle scuole, spesso con contratti a tempo determinato, senza ottenere il riconoscimento di quanto spettava loro alla conclusione del rapporto di lavoro.
Un diritto non perde il proprio valore soltanto perché sono trascorsi degli anni. E un sindacato ha il compito di fare in modo che quel diritto non rimanga soltanto sulla carta. È da questa convinzione che nasce l’impegno della CISL Scuola Romagna, che ha accompagnato i lavoratori interessati in un percorso di tutela conclusosi con un importante riconoscimento.
“Questo risultato rappresenta una risposta concreta a lavoratrici e lavoratori che per anni hanno prestato servizio nelle nostre scuole senza vedersi riconoscere pienamente quanto spettava loro”, dichiara Alessio Gaudioso, segretario generale della CISL Scuola Romagna. “Come organizzazione sindacale siamo quotidianamente impegnati nell’ascolto e nell’assistenza del personale scolastico. Dietro ogni ricorso ci sono persone, anni di lavoro e diritti che meritano di essere riconosciuti. Il nostro compito è accompagnare i lavoratori, individuare le situazioni nelle quali è possibile intervenire e offrire loro strumenti concreti di tutela. Queste pronunce dimostrano quanto sia importante non rinunciare a far valere i propri diritti, anche quando riguardano periodi di servizio lontani nel tempo”.
Il risultato assume un significato che va oltre il valore economico delle somme riconosciute. Rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto da persone che, negli anni, hanno contribuito al funzionamento delle scuole e che oggi vedono finalmente riconosciuto quanto loro dovuto.
“La forza di un sindacato non si misura soltanto dalle parole, dalle dichiarazioni o dalle rivendicazioni, ma soprattutto dalla capacità di trasformare l’impegno quotidiano in risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori”, sottolinea Luca Battistelli, segretario generale della CISL Scuola Emilia-Romagna.
“Fare sindacato significa esserci ogni giorno nelle scuole, ascoltare le persone, rappresentarle, contrattare per migliorare le condizioni di lavoro e intervenire quando i diritti non vengono rispettati. Significa anche, quando necessario, ricorrere agli strumenti della giustizia per ottenere ciò che spetta ai lavoratori. Non per alimentare il contenzioso, ma per ristabilire un diritto. La nostra idea di sindacato è quella di un’organizzazione che non si limita a denunciare i problemi, ma lavora per risolverli, attraverso la contrattazione, il confronto con le istituzioni e, quando serve, la tutela legale”.
La vicenda delle ferie non godute richiama inoltre una questione più ampia: la tutela del personale precario della scuola, che troppo spesso si trova a dover rivendicare, anche a distanza di anni, diritti economici maturati durante il servizio. Una condizione che rende ancora più importante il ruolo di un’organizzazione sindacale capace di affiancare i lavoratori nelle difficoltà quotidiane e nel percorso di ricostruzione e riconoscimento dei diritti maturati nel corso della loro carriera professionale.
La CISL Scuola Romagna continuerà a portare avanti questa attività, mettendo a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori strumenti di informazione, consulenza e assistenza legale, anche per verificare eventuali ulteriori situazioni relative alle ferie non godute negli anni precedenti. Contrattazione, rappresentanza e tutela legale non sono attività alternative, ma parti dello stesso impegno sindacale. La contrattazione serve a conquistare e migliorare i diritti, la presenza quotidiana nelle scuole a difenderli e l’azione legale, quando necessaria, a farli rispettare.
“Gli oltre 40mila euro riconosciuti non sono soltanto una cifra, ma il risultato di un lavoro sindacale fatto di competenza, determinazione e vicinanza alle persone”, concludono Luca Battistelli e Alessio Gaudioso. “È questa la CISL Scuola che vogliamo continuare a costruire: un sindacato che ascolta, che contratta, che tutela e che porta a casa risultati. Perché ogni diritto riconosciuto a un lavoratore rappresenta una conquista che rafforza il valore e la dignità del lavoro di tutti”.
Perché i diritti non basta proclamarli. Bisogna farli rispettare.









