«Con la piattaforma di CGIL, CISL, UIL su contratti e rappresentanza e, se arrivasse, come i segnali lasciano ben sperare, con un possibile accordo interconfederale, le parti sociali vanno a riappropriarsi di un ambito di loro specifica pertinenza. Un ambito, quello dei complessi problemi del mondo del lavoro, che negli anni, in mancanza della capacità di mettere in campo proposte e azioni comuni, eccezion fatta per i protocolli per la ripresa del lavoro in periodo Covid, è stato invaso dalla politica con leggi e normative».
Così questa mattina Filippo Pieri, nella puntata de “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti che va in onda ogni sabato su su Radio Flyweb, dove ha parlato dei contenuti e degli obiettivi della piattaforma di CGIL, CISL, UIL su contratti e rappresentanza varata dalle tre organizzazioni sindacali nel corso della notte tra mercoledì e giovedì. Testo che poi è stato inviato alle principali associazioni imprenditoriali, ed anche se la discussione entrerà nel vivo la prossima settimana, dal primo tavolo datoriale sembrano arrivare avvisi incoraggianti per poter appunto giungere a un accordo interconfederale.
«Peraltro – continua il segretario generale della Cisl ER – per la prima volta si tratterebbe di fare un patto interconfederale non con una sola associazione imprenditoriale – come ad esempio è avvenuto nel 2018 con il cosiddetto ‘Patto per la fabbrica’ firmato con Confindustria – ma di un unico accordo tra Cgil, Cisl, Uil e tutte le associazioni imprenditoriali. Una sorta di intesa quadro che vada a definire la cornice in cui poi fare successivi accordi sulle specificità. Una chiara conferma di come la via pattizia, degli accordi tra le parti, sia la strada migliore per poter dare soluzioni a problemi complessi come sono quelli del lavoro».
«Erano 10 anni, proprio dal 2018 con la firma del ‘Patto per la fabbrica’- ha proseguito il sindacalista -, che non eravamo così vicini a un possibile accordo interconfederale tra Cgil, Cisl, Uil e associazioni imprenditoriali su quelli che sono i temi generali del mondo del lavoro, e quindi senza il coinvolgimento dei singoli settori».






