Roma, 24 giugno 2019 – Oggi i lavoratori della Castfutura, azienda di Terno d’Isola (BG) che impiega 85 persone e che opera nella componentistica del settore dell’elettrodomestico e del riscaldamento,
sono in presidio fuori dalla loro fabbrica contro l’annuncio dell’azienda di voler spostare, dal 1 ottobre 2019, la produzione in Bulgaria. Una decisione che impatta su 23 dipendenti, l’80% dei quali sono donne.
È l’ennesima crisi esplosa in Lombardia che riguarda piccole imprese, quelle che stanno soffrendo maggiormente l’assenza del Governo.
L’Italia sta diventando sempre più il Paese da cui mettere in fuga gli investimenti per responsabilità imprenditoriali e politiche.
Un Governo serio non blatererebbe il perverso slogan “prima gli italiani” ma, dal momento che lo fa, dovrebbe impegnarsi a esser coerente costruendo condizioni per favorire gli investimenti privati,
attrarre imprese dall’estero evitando di lasciarle libere di sfuggire alla propria responsabilità sociale, ridurre le tasse a lavoratori e imprese,
non a scapito della salute e sicurezza, snellire la burocrazia e impegnarsi per realizzare un Europa forte e coesa che realizzi politiche fiscali e del lavoro coordinate.
L’esatto contrario di quanto invece si sta facendo, nascondendosi dietro un falso sovranismo che penalizza solo i lavoratori italiani. Il rilancio del lavoro è l’unica via per mantenere, in Italia, imprese forti e lavoro stabile.
Quello della Castfutura è l’ennesimo esempio che le aziende non possono essere trattenute in Italia per decreto. Infatti, senza una seria politica che si occupi della quotidianità,
dei reali problemi dei lavoratori e della realizzazione di un contesto favorevole a fare impresa, la norma anti-delocalizzazione, contenuta nel decreto dignità,
riceverebbe dal compianto Fantozzi una sentenza più dura rispetto al famoso giudizio sulla corazzata Potemkin.
Costfutura. Donegà (Fim Cisl): “Delocalizza Bulgaria, il Governo mette in fuga le imprese. Lavoratori e Pmi stanno pagando un prezzo pesantissimo”
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