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Agroalimentare. Coltivaitalia, Fai Cisl: «Positive le risorse per l’agroalimentare, ma è fondamentale che si traducano in investimenti moltiplicatori per lavoratori, territori e filiere»

7 Agosto 2026 | Categorie ed Enti CISL

Agroalimentare. Coltivaitalia, Fai Cisl: «Positive le risorse per l’agroalimentare, ma è fondamentale che si traducano in investimenti moltiplicatori per lavoratori, territori e filiere»

7 Agosto 2026 | Categorie ed Enti CISL

“L’approvazione del decreto Coltivaitalia rappresenta un passaggio positivo perché dedica risorse strategiche al settore agroalimentare, tuttavia è fondamentale che l’iter parlamentare sia completato quanto prima e che i sostegni si traducano presto in investimenti moltiplicatori, capaci di creare ricchezza da redistribuire ai lavoratori, sui territori e lungo la catena del valore delle filiere”.

Così il reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci commenta l’approvazione in prima lettura alla Camera del decreto “Coltivaitalia”, che mobilita oltre un miliardo di euro per il rafforzamento del sistema agricolo nazionale.

“Il provvedimento – aggiunge il sindacalista – era atteso dal mondo agricolo perché serve ad affrontare le criticità del settore, che sta facendo i conti con le tensioni geopolitiche, i rincari energetici, l’aumento dei costi produttivi, ma deve apportare anche una visione futura di crescita e sviluppo. Le misure vanno a favore della ricerca, dell’innovazione e dei giovani imprenditori agricoli, e puntano a rafforzare le filiere strategiche, l’olivicoltura, la cerealicoltura, l’oleo turismo e l’enoturismo e la zootecnia: sull’attenzione a questo settore, in particolare, per il quale sono previsti 300 milioni, esprimiamo un giudizio positivo, perché da tempo la Fai Cisl sta denunciando come il sistema allevatoriale stia pagando cara la riduzione di risorse degli ultimi anni, nonostante continui ad esercitare un ruolo strategico, che contiamo di rafforzare anche con il prossimo rinnovo contrattuale, per il quale abbiamo già in cantiere una piattaforma unitaria lungimirante e di valore”.

“Auspichiamo che il provvedimento rappresenti un punto di partenza, e non di arrivo, per avviare una concreta politica agroalimentare con la quale affrontare insieme anche i tanti nodi ancora irrisolti per la valorizzazione del lavoro: dobbiamo dare seguito agli impegni che riguardano il contrasto a irregolarità e caporalato, gli alloggi dei braccianti e la sicurezza nei campi, la transizione ecologica e la tutela delle risorse idriche, il ripopolamento delle aree interne, il ricambio generazionale. Tutti aspetti che dovremo essere in grado di affrontare anche nell’ambito della Pac 2028-2034”, conclude Castellucci.

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