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Emilia Romagna. Cisl: “Fragilità sociali. Un terzo dei modenesi è insoddisfatto, anche se promuove i servizi”

10 Febbraio 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Cisl: “Fragilità sociali. Un terzo dei modenesi è insoddisfatto, anche se promuove i servizi”

10 Febbraio 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Emilia Romagna

Reggio Emilia, 10 febbraio 2020. Il 36,5% dei modenesi ritiene che la sua vita sia peggiorata negli ultimi dieci anni, ma la stessa percentuale è di parere esattamente opposto, mentre per il 27% la sua situazione personale è rimasta invariata. È quanto emerge da un’indagine sulla fragilità sociali in Emilia-Romagna commissionata dalla Cisl regionale alla Local Area Network di Padova, un centro di ricerche sulle trasformazioni territoriali del Nordest italiano. 
L’indagine, realizzata attraverso interviste telefoniche tra il 18 e 27 novembre 2019, ha coinvolto un campione di mille persone (cento modenesi), stratificato per genere (femminile e maschile) ed età (18-34 anni, 35-64, 65 anni e oltre). A preoccupare di più i modenesi è la disoccupazione, in particolare quella giovanile, indicata dal 60% come il problema sociale più rilevante. Segue l’ambiente (31,6%), mentre altri fenomeni come criminalità, immigrazione e traffico sono considerati problemi da meno del 10% degli intervistati. 
Una parte dell’indagine è dedicata alla soddisfazione dei servizi. A Modena ottengono risultati positivi l’università e le scuole (il 95,3% dei modenesi è molto o abbastanza soddisfatto), gli uffici ed enti di pubblica utilità (piacciono all’83%), i servizi sanitari e per gli anziani (ok per il 78%), gli impianti sportivi e i luoghi di intrattenimento (il 76% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto). Il voto più basso va ai servizi per disabili, che comunque soddisfano il 55% dei modenesi (percentuale più alta della regione). 
Quanto alla capacità dei soggetti e istituzioni del territorio (misurata con un voto da 1 a 10) di rispondere ai problemi quotidiani dei cittadini, al primo posto c’è la famiglia (9,2), seguita da amicizie (8,3) e associazioni di volontariato (7,9). Sopra la sufficienza anche i Comuni, la pubblica amministrazione, la Chiesa e i sindacati, mentre vengono bocciate le categorie economiche e la classe politica (ultima con un voto di 4,4). 
Tra le risposte indicate per migliorare il contesto sociale, il 28,9% dei modenesi suggerisce il potenziamento dei servizi per trovare il lavoro, seguito a ruota da incentivi per l’inserimento dei giovani in azienda (27,4%). Più staccate le misure per la salvaguardia dell’ambiente (21,2), sicurezza e ordine pubblico (16,8), agevolazioni fiscali e contributi per il sostegno di figli e anziani non autosufficienti (11,8%).     

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