Modena, 22 maggio 2019. Alla Italpizza di San Donnino di Modena, tra i mille lavoratori in azienda, a oltre la metà dei dipendenti delle cooperative alle quali è stato appaltato il lavoro è applicato il contratto nazionale del lavoro dei multiservizi industriale, lo stesso previsto per i lavoratori della logistica o delle pulizie. Eppure si tratta di impastatori, farcitori, “spennellatori”. Ecco perché la posizione di Fai Cisl e Fisascat Cisl Emilia Centrale è molto contraria.
«Non vi è alcuna possibilità di avviare trattative con le aziende appaltatrici e l’azienda appaltante, se dalle controparti non vi sia una chiara e inequivocabile intenzione di applicare i contratti nazionali di riferimento ai rispettivi settori. Italpizza deve applicare il ccnl dell’industria alimentare per tutte le lavoratrici e i lavoratori, diretti e indiretti, coinvolti nel ciclo produttivo».
Il commento delle due federazioni territoriali è lapidario: «Deve essere chiaro anche alle cooperative appaltatrici (Cofamo ed Evologica) che vanno applicati i contratti collettivi nazionali di riferimento in base alle tipologie di lavoro svolte, cioè il ccnl delle pulizie dove si effettuano le pulizie e quello della logistica dove si effettua movimentazione merci. Una volta applicati i contratti nazionali, riterremo opportuna una negoziazione di sito per valorizzare le specificità produttive dello stabilimento».
In conclusione Fai e Fisascat ribadiscono la loro indisponibilità a sottoscrivere accordi che in maniera esplicita o implicita legittimino qualsiasi forma di dumping contrattuale, invitano tutte le parti interessate ad abbassare i toni e a confrontarsi nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
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