Dovranno visitare circa mille aziende a testa entro il 2025 e verificare la corretta applicazione delle norme su sicurezza e salute.
È il compito che spetta ai sei rlst modenesi (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali) di Eber, ente bilaterale che fornisce prestazioni di welfare, sostegno al reddito e formazione ai lavoratori delle aziende artigiane dell’Emilia-Romagna.
I sei rappresentanti sindacali sono stati eletti tra febbraio e marzo nel corso di 140 assemblee, alle quali hanno partecipato circa 1.500 lavoratori, il 95% dei quali ha votato la lista unitaria presentata da Cgil Cisl Uil per il rinnovo degli rlst.
«Fortunatamente a Modena gli rlst del settore artigianato non hanno avuto in passato la necessità di ricorrere allo strumento della denuncia. Segno che le circa 6 mila aziende artigiane modenesi sono disponibili al confronto e permettono agli rlst di svolgere il loro ruolo – dichiara Domenico Chiatto, responsabile delle politiche per la sicurezza e salute del lavoro per la segreteria Cisl Emilia Centrale –
I sei rlst freschi di elezione (per alcuni si tratta di conferma, la carica è rinnovabile dopo ciascun triennio di vigenza) rappresentano pertanto un valido strumento per tenere alta la guardia su salute e sicurezza in aziende in cui le autorità competenti fanno fatica a effettuare controlli capillari, anche a causa della cronica carenza di personale».
Sono circa 600 le aziende modenesi che ogni anno vengono visitate e controllate dai sei rlst dell’artigianato.
Anche se la normativa si è inasprita con l’avvento del d.l.146/2021, a Modena e provincia si registrano 12.500 infortuni l’anno nei luoghi di lavoro.Il numero aumenta se comprendiamo anche gli incidenti stradali nel tragitto casa-lavoro.
«Registriamo altresì una media annuale di 650 lavoratori che chiedono all’Inail il riconoscimento dell’origine professionale di una patologia – aggiunge Chiatto -Quello delle malattie professionali è probabilmente un fenomeno sottostimato; esperti del settore sostengono che per ogni infortunio ci sarebbero otto lavoratori affetti da una malattia professionale.
Il problema della sotto-denuncia è dovuto principalmente al timore di perdere il posto di lavoro in caso di denuncia all’Inail del proprio stato patologico causato dal lavoro».
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