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Emilia Romagna. Muratori (Cisl): «Sul distretto della ceramica in arrivo la tempesta perfetta»

14 Maggio 2022 | Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Muratori (Cisl): «Sul distretto della ceramica in arrivo la tempesta perfetta»

14 Maggio 2022 | Dai Territori > Emilia Romagna

Rincari energetici e delle materie prime, conseguenze della guerra in Ucraina: il settore ceramico rischia la tempesta perfetta.

È uno dei più energivori dell’industria italiana e continua a lavorare in perdita per non fermare la produzione.

Cosa succederà dopo l’estate nel distretto di Sassuolo-Scandiano, che rappresenta l’85-90% della produzione ceramica italiana e occupa 15 mila addetti (senza contare l’indotto)?

«Non possiamo andare avanti così ancora a lungo, produrre per perdere soldi non ha senso – dichiara all’Agi Massimo Muratori, segretario generale del sindacato ceramisti Femca Cisl Emilia Centrale – Del resto se non lo fai perdi quote di mercato e non le recuperi, perché il resto del mondo non è fermo. Siccome la ceramica italiana è già pesantemente attaccata dalla concorrenza spagnola e turca, se si ferma adesso rischia di non riprendersi più».

In effetti ordini e spedizioni viaggiano a pieno ritmo, ma c’è l’incognita del rientro dalle ferie, soprattutto se non si riesce a reperire la materia prima.

«C’è preoccupazione, il settore risente di una serie di fattori che sono messi in fila proprio come una tempesta perfetta – afferma Muratori – I problemi sono iniziati l’anno scorso con gli aumenti dei costi delle materie prime, poi c’è stata la speculazione sul costo dell’energia e l’esplosione dei costi del gas avvenuta quando la guerra non era ancora iniziata, quindi per altri fattori, ma che ha inciso pesantemente sulle aziende.

A inizio anno c’è stato un momento di grande panico – continua il sindacalista dei ceramisti Cisl – Ci siamo attivati presso il Mise (Ministero per lo sviluppo economico) per capire come affrontare la situazione: il rischio era dover fermare le aziende nel momento di massima domanda dal mercato».

Infatti tra gennaio e febbraio diverse imprese hanno chiesto la cassa integrazione straordinaria fino alla fine dell’anno, ottenuta dal ministero con una causale ad hoc: hanno fermato gli impianti per un po’, ma poiché il costo del gas si è abbassato, ora producono in perdita.

«È una perdita che potremmo definire “contenuta” rispetto a prima. Le imprese producono lo stesso – spiega Muratori – perché devono fornire i clienti, i quali riempiono i magazzini per il timore che a un certo punto il settore si fermi e non si riesca più a trovare il materiale. Prevediamo che nel giro di tre/quattro mesi la domanda di piastrelle cali e che in autunno ci sia un forte rallentamento, oltre a un nuovo rincaro del gas».

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