Chiarezza sul futuro del Punto nascita di Mirandola, tutela per le partorienti e garanzie per le lavoratrici del reparto.Le invocano Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio insieme alle rispettive categorie del pubblico impiego.
«La situazione, ormai gravemente compromessa, certifica il fallimento del progetto, da noi criticato fin dall’inizio, di esternalizzare il reparto maternità e ostetricia dell’ospedale S. Maria Bianca – scrivono i sindacati – Il sentore della chiusura, seppur momentanea, era prevedibile da tempo. Solo a seguito di un nostro intervento sono state coinvolte le ostetriche e gli operatori del Pronto soccorso.A questo punto chiediamo un incontro del distretto socio-sanitario dell’Area Nord, alla presenza di tutti i sindaci e dell’Ausl, per definire un percorso che tuteli le donne di questo territorio e le famiglie che decidono di avere un figlio.
Il contesto in cui viviamo, segnato da una grave crisi demografica, impone di accogliere nel miglior modo possibile il desiderio di maternità. L’obiettivo si può raggiungere solo ascoltando le lavoratrici della sanità pubblica che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno continuato a offrire un servizio di alto livello, pur operando in condizioni difficili. La loro professionalità rischia di essere svilita, anziché valorizzata come merita».
Per Cgil, Cisl, Uil, Fp Cgil, Cisl Fp e Fpl Uil non è accettabile che il protocollo di istruzione interna che identifica chi fa cosa, stilato in fretta e furia nelle ultime ore di ieri – giovedì 22 dicembre –, non sia ancora a disposizione delle professioniste che dovrebbero applicarlo.
I sindacati promettono che continueranno a vigilare sulla situazione, perché l’Area Nord – un bacino di quasi 85 mila abitanti – ha bisogno di un progetto maternità serio.
«Coinvolgeremo anche la Conferenza territoriale sociale e sanitaria affinché siano sviluppate sinergie e integrazioni in grado di offrire garanzie ai cittadini – annunciano le sigle –
A nostro avviso l’intera provincia di Modena ha bisogno riorganizzare la rete materno-infantile sotto un’unica regia. Chiediamo, pertanto, alla politica di fare un’assunzione di responsabilità e, insieme all’Ausl di Modena, predisporre un piano di azione che garantisca la sicurezza dei parti a Mirandola.
Nel frattempo, in quanto rappresentanti dei cittadini e lavoratori, restiamo disponibili al confronto», concludono Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena e Reggio, Fp Cgil Modena, Cisl Fp Emilia Centrale e Fpl Uil Modena e Reggio.
Emilia Romagna. Punto nascita Mirandola: i sindacati chiedono chiarezza sul futuro
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