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Emilia Romagna. Sindacati: “Lavorazione carni. Da giovedì 14 maggio blocco straordinari e flessibilità”

13 Maggio 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Emilia Romagna

Emilia Romagna. Sindacati: “Lavorazione carni. Da giovedì 14 maggio blocco straordinari e flessibilità”

13 Maggio 2020 | Dai Territori, Dai Territori > Emilia Romagna

Modena, 13 maggio 2020. Blocco di straordinari e flessibilità da dopodomani – giovedì 14 maggio – nelle aziende alimentari che non hanno sottoscritto l’accordo collettivo nazionale firmato il 6 maggio scorso dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil con una parte delle associazioni aderenti a Federalimentare.
In provincia di Modena sono interessate alla protesta le aziende della lavorazione carni e altri settori che non aderiscono all’intesa.
«Dopo i complimenti e i premi presenza durante l’emergenza Covid-19, è arrivata per i lavoratori la doccia fredda del mancato rinnovo contrattuale – spiega il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi – La trattativa nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro si è protratta per sette mesi. A un certo punto Federalimentare, l’associazione generale delle aziende che raccoglie tredici associazioni di settore, si è spaccata. Da una parte tre associazioni, che rappresentano il 40% dei dipendenti del settore, hanno sottoscritto l’intesa, riconoscendo mediamente per l’anno 2020 un aumento mensile di 21,43 euro, con pagamento degli arretrati scaglionati in tre tranches tra maggio e agosto.
Dall’altra parte ci sono le restanti dieci federazioni, tra cui Assocarni (macelli) e Assica (salumifici), che rappresentano il restante 60% dei dipendenti e non intendono aderire all’accordo».
Daviddi sottolinea che durante l’emergenza sanitaria il settore alimentare ha continuato l’attività grazie alla disponibilità e impegno dei lavoratori per garantire che sulle tavole degli italiani non mancassero i prodotti della filiera. Ci sono stati rallentamenti nell’export e nei consumi extra-domestici, ma in molte aziende si è dovuto fare ricorso al lavoro straordinario per rifornire la grande distribuzione.
«L’accordo per il 2020, siglato al momento con solo una parte di associazioni, è la soluzione migliore per andare incontro alle esigenze di tutto il settore e – aggiunge il sindacalista Cisl – permettere una continuazione della trattativa meno condizionata dall’emergenza sanitaria. Purtroppo il contratto nazionale di lavoro viene ancora visto come un vincolo e non come un diritto a una retribuzione dignitosa. Da dopodomani i lavoratori modenesi dell’industria alimentare sono chiamati a mobilitarsi per ottenere questo diritto».
Nei settori che non avranno definito accordi analoghi a quello del 6 maggio e nelle aziende che non avranno inviato formale lettera di adesione, a partire da giovedì 14 maggio sono confermati il blocco delle flessibilità, straordinari e prestazioni aggiuntive.
«Restiamo convinti della necessità di riprendere un confronto negoziale che porti al rinnovo del ccnl industria alimentare per l’intero quadriennio di vigenza e – conclude il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi – continueremo a impegnarci per raggiungere questo obiettivo».
 
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