Roma 31 gennaio 2019 – “Sul fronte energetico questo governo sembra affetto da bipolarismo: da un lato blocca l’attività estrattiva nei nostri mari, una decisione che potrà avere ripercussioni economiche e occupazionali gravissime. Dall’altro, come avvenuto nei giorni scorsi, vola ad Abu Dhabi per firmare, con Eni, un accordo strategico per acquisire una quota del 20% del quarto complesso di raffinazione al mondo. Sinceramente non capiamo le finalità e la strategia di queste scelte”. Lo ha dichiarato Nora Garofalo, segretaria generale della Femca-Cisl nazionale. “La decisione di bloccare l’attività estrattiva in mare – spiega Garofalo – si tradurrà inevitabilmente in una crisi del settore, che è strategico per il Paese e per il suo bilancio energetico. Inoltre ci preoccupa seriamente il futuro dei 15 mila addetti impegnati nel settore, tra diretti e indotto. Lavoratori concentrati in particolare in Emilia Romagna, Marche e Sicilia. Insomma, mentre all’estero il governo firma importanti accordi, tra i confini nazionali condanna il Paese alla non autosufficienza sulle politiche energetiche, costringendolo ad una sudditanza dagli Stati esteri che non è solo economica, ma anche politica. Sul futuro delle politiche energetiche del Paese – conclude il segretario generale della Femca – esigiamo chiarezza e lungimiranza, e l’argomento sarà uno dei temi dell’iniziativa di Cgil Cisl Uil del 9 febbraio prossimo”.
Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Femca Cisl: «Serve una vera politica energetica europea e nazionale per governare le trasformazioni globali»
«Oggi la competizione mondiale non si gioca più soltanto tra Stati. Quando si muovono le grandi potenze, insieme ai governi si muovono grandi gruppi finanziari, colossi dell’energia, piattaforme tecnologiche, multinazionali dell’intelligenza artificiale e...






