Dopo oltre 15 anni torna il Premio di Risultato da 1.000 euro. Più tutele per le famiglie con congedo parentale al 100%, 15 giorni di congedo di paternità, 2.000 euro di welfare per i nuovi nati e nuove misure per conciliazione, sicurezza e qualità del lavoro
La FEMCA CISL Sardegna esprime grande soddisfazione per la sottoscrizione del nuovo accordo aziendale con Abbanoa S.p.A., al termine di un lungo e intenso confronto sindacale. L’intesa rappresenta un importante passo avanti per le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda ed è il frutto della piattaforma rivendicativa presentata unitariamente da Filctem CGIL, FEMCA CISL, Uiltec UIL e dalla RSU di Abbanoa, che ha dato avvio a un percorso di confronto culminato con la firma dell’accordo.
Tra i principali risultati raggiunti figurano il ritorno del Premio di Risultato, assente dal 2009, con un valore base di 1.000 euro e welfare integrato; il rafforzamento delle misure a sostegno della genitorialità, con il congedo parentale integrato al 100%, l’estensione del congedo di paternità a 15 giorni e un credito welfare di 2.000 euro per i nuovi nati. L’accordo introduce inoltre la Banca Ore, amplia i buoni pasto anche ai lavoratori turnisti e avvia un confronto strutturato su appalti, salute e sicurezza.
«Questo accordo è un risultato importante perché non introduce soltanto nuovi strumenti economici, ma rafforza il welfare aziendale, sostiene le famiglie e riconosce il valore del lavoro svolto ogni giorno dalle lavoratrici e lavoratori», dichiara Luca Velluto, segretario generale della FEMCA CISL Sardegna. «È il frutto di un lavoro unitario che ha consentito di trasformare le richieste contenute nella piattaforma in risultati concreti.»
«Siamo soddisfatti del percorso compiuto – conclude Velluto – ma siamo altrettanto consapevoli che questo rappresenta un punto di partenza. L’accordo pone le basi per un rilancio delle relazioni sindacali con l’azienda e apre una nuova fase di confronto nella quale continueremo a lavorare per conseguire ulteriori miglioramenti a favore delle lavoratrici e dei lavoratori.»








