“L’annuncio di Acciaierie d’Italia di fermare entro il 15 novembre lo stabilimento di Novi Ligure è un colpo durissimo per il Piemonte. Non si può parlare di fermata temporanea quando non c’è una data di ripartenza, né un piano industriale, né un acquirente. È una serrata. E a pagarla, ancora una volta, sono i lavoratori”.
Lo afferma il Segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, dopo la comunicazione con cui l’azienda ha annunciato lo stop degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure entro metà novembre.
“La produzione di acciaio – aggiunge Caretti – è strategica per il Paese e senza Novi Ligure la regione perde un pezzo importante della sua manifattura. Per questo cercheremo di impedirlo, anche attraverso l’azione e l’impegno dei nostri metalmeccanici della Fim, impegnati al tavolo del Mimit. Al Governo chiediamo di garantire continuità produttiva e alla Regione di convocare immediatamente il tavolo permanente con sindacati e sindaci. Serve una voce unica del territorio”.









