“Viste le notizie recenti pubblicate su un quotidiano secondo le quali ‘Ferrovie apre ai privati’ la Fit-Cisl ribadisce il proprio fermo no all’ingresso di capitali privati nel Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane o in sue società controllate. Una scelta del genere rappresenterebbe un grave errore strategico per l’Italia. La mobilità è un diritto, non una merce. FS deve restare pubblica, al servizio dei cittadini e del Paese.”: è quanto riferisce in una nota la Fit- Cisl.
“Il Gruppo FS è un asset pubblico efficiente, solido, in utile. Aprirlo a investitori privati -spiega la Fit-Cisl – significherebbe: indebolire la tenuta occupazionale e contrattuale, con effetti negativi su qualità del lavoro e norme di impiego; snaturarne la missione di servizio pubblico, a favore di logiche di profitto a breve termine; esporre il settore a pressioni speculative e geopolitiche, perdendo controllo su infrastrutture cruciali per la sicurezza e la coesione nazionale; frammentare un sistema industriale integrato, costruito in anni di investimenti pubblici e innovazione; svendere know-how tecnologico, reti logistiche e competenze professionali che oggi rappresentano un’eccellenza nazionale, europea e per la parte della progettazione anche internazionale.Privatizzare significherebbe cancellare un modello che funziona e indebolire la capacità dello Stato di governare il futuro della mobilità sostenibile, dell’integrazione modale e della transizione ecologica”.
“La Fit- Cisl – conclude la nota – chiede al Governo di ritirare ogni ipotesi di apertura ai privati e annuncia sin d’ora la propria mobilitazione a tutela del lavoro, dei cittadini e dell’interesse nazionale”.
Ferrovie. Fit-Cisl: No alla privatizzazione di Ferrovie dello Stato, errore strategico che mette a rischio il Paese
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