“Le dichiarazioni del presidente della Provincia autonoma di Trento circa la scelta di ricorrere al massimo ribasso negli appalti edili del territorio è sbagliata e pericolosa, perché mette a rischio la dignità e la sicurezza dei lavoratori e compromette la qualità delle opere. Non vogliamo il ritorno al Medioevo, ma un’edilizia moderna e sicura, nell’interesse di tutti: aziende serie, lavoratori, cittadini”. Lo dichiara il segretario generale della Filca-Cisl Trentino, Salvatore Teresi.
“La motivazione del presidente della Provincia – spiega Teresi – è nella necessità di sveltire la burocrazia e aprire più cantieri. Si tratta di obiettivi condivisibili, ma non possono essere raggiunti eliminando l’offerta economicamente più vantaggiosa (oepv), che è un criterio che mette la tutela del lavoratore al centro dell’appalto, e le cui regole rendono esigibili la corretta applicazione contrattuale, la salvaguardia occupazionale, l’organizzazione dell’attività di cantiere, la tutela del lavoratore in termini di igiene e sicurezza. La parte tecnico/organizzativa dell’oepv, infatti, garantisce alle aziende “sane” del settore una concorrenza leale nella gestione dell’appalto in contrasto ai fenomeni di caporalato e illegalità che stanno mettendo in crisi le piccole e medie imprese del territorio trentino”.
Il segretario generale della Filca ha dato atto ad Ance e artigiani “di aver espresso una posizione condivisibile, consapevoli che dobbiamo fare un passo avanti. Tra le priorità – prosegue – serve un confronto serio sul protocollo appalti oggi in vigore, con regole di premialità alle imprese che investono nel futuro del nostro territorio in termini di occupazione, professionalità delle maestranze e limitazione e controllo del subappalto, che deve rispettare le stesse regole imposte all’appaltante.
L’allarmante scatto in avanti del Presidente – sottolinea Teresi – ci conferma che è indispensabile un Tavolo Prefettizio sugli appalti anche per arginare i fenomeni di caporalato e lavoro sommerso presenti sul territorio. Invitiamo Ance e Artigiani ad accelerare la firma del contratto provinciale dei lavoratori edili di Trento, la cui piattaforma presentata dai sindacati prevede maggiore interazione nei confronti delle istituzioni e il recepimento negli appalti della ‘congruità delle professionalità atte a svolgere l’opera edile’.
Oggi, anche sugli appalti pubblici, ci troviamo di fronte a imprese con soli operai comuni che svolgono mansioni specialistiche , creando inevitabilmente concorrenza sleale e massimo ribasso ‘camuffato’, a danno delle imprese serie”. Infine da Teresi un invito a Feneal e Fillea: “La storia ci chiama ad intraprendere un’azione unitaria per contrastare ogni forma di arretramento del settore e dei lavoratori che rappresentiamo”, conclude il sindacalista cislino.






