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Confronto tra voucher e lavoro occasionale: cosa cambia per imprese e lavoratori

E' diventata legge  la cosiddetta “manovrina” (d.l. 24 aprile 2017, n. 50), nella quale è contenuta una nuova normativa sul lavoro occasionale che, dopo la abrogazione dei voucher, era stata richiesta da più parti e preannunciata dal Governo.  
La Cisl, pur essendo molto critica sull’ambito di utilizzo troppo largo dei voucher, aveva dato una valutazione negativa della frettolosa abrogazione, voluta dal Governo al solo fine di evitare il referendum promosso dalla Cgil, anziché ragionare con le parti sociali su come ricercare insieme modifiche condivise.  Allo stesso modo, il Governo ha preferito evitare un confronto di dettaglio anche in occasione dell’introduzione di questa nuova normativa, ma va anche riconosciuto che su questo tema un confronto sul merito sarebbe stato pressoché impossibile perché eccessivamente viziato da idee preconcette.
 
La Cisl ha sempre ritenuto necessario uno strumento per regolamentare i piccoli lavori in nero, che fosse però più mirato e non generalizzato come i voucher, ed ora ci troviamo di fronte ad una nuova misura che, per quanto riguarda le famiglie, si differenzia non molto nella sostanza dal precedente lavoro con voucher, mentre per gli altri utilizzatori (sia aziende che altri soggetti) prevede, da una parte, una maggiore tutela, dall’altra  restrizioni significative, rispetto a quelle già previste per i voucher, per prevenire  gli abusi. 
 
Infatti sul versante delle maggiori tutele vengono introdotti riposo giornaliero,  pause e riposi settimanali, aumentato il compenso, parificata la aliquota previdenziale a quella del lavoro dipendente. Sul versante delle limitazioni all’utilizzo sono previsti un limite di importo complessivo  per ogni utilizzatore, oltre ai limiti riferiti al singolo prestatore, un limite di durata annua, il divieto in edilizia, il divieto di utilizzare lavoratori che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro con l'utilizzatore, una prestazione minima e soprattutto il divieto per utilizzatori che abbiano più di 5 dipendenti a tempo indeterminato. Peraltro la parificazione della aliquota previdenziale oltre a migliorare la tutela dovrebbe fungere da deterrente all’abuso, aumentando il costo per l’utilizzatore. Invece per quanto riguarda l’agricoltura siamo molto critici sull’ampliamento dell’ambito di utilizzo rispetto alla precedente normativa, e non convince la possibilità di utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni.
 
La previsione di  un compenso orario minimo, peraltro già contenuta nel voucher,  potrebbe destare perplessità per chi, come noi, crede che  sia dannoso fissare per legge il salario minimo che va invece stabilito dalla contrattazione collettiva, ma si deve tenere conto del fatto che qui ci si riferisce ad una percentuale ridottissima della forza lavoro, impegnata in attività saltuarie che è oggettivamente impossibile coprire con la contrattazione. 
 
La misura non prevede esplicitamente una decretazione attuativa, né scadenze, dunque la sua entrata a regime dipenderà dai tempi di implementazione del nuovo sistema da parte dell’Inps.
 
Allegat:  sia una scheda di lettura che una.

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