Proposte per una nuova strategia di sviluppo per il Mezzogiorno

Il rilancio del Mezzogiorno non deve essere demandato solo ai Fondi comunitari e al Fondo sviluppo e coesione, ma sostenuto da una corretta distribuzione territoriale della spesa pubblica ordinaria per investimenti. E' quanto si evince dalla documentazione inviata alla Ministra Barbara Lezzi  a seguito degli incontri relativi sia  alla legge di bilancio 2019 che ad una prospettiva di sviluppo, di più lungo termine per il Mezzogiorno.
Sulla base di queste condizioni finanziarie vengono elencate 12 proposte che abbracciano più temi d’intervento: dalle infrastrutture, sia di collegamento che sociali, all’industria, in una logica innovativa ed attenta all’ambiente, dalla qualificazione dei servizi, formativi scolastici e universitari, all’intervento a tutto campo sulla amministrazione pubblica, dalla qualificazione del territorio al contrasto dell’economia sommersa.
Lo scopo è creare nuovo lavoro di qualità soprattutto nel settore privato e contribuire a facilitare la vita dei cittadini del Sud attraverso una riqualificazione dei collegamenti e dei servizi, tale da rendere il territorio più proattivo e  non più  determinato dalla migrazione e dalle difficoltà economiche. 
“La strategia per il Mezzogiorno”, si afferma nel documento, “dovrà trovare spazio all’interno di un’idea di Paese che deve tornare a crescere “. 
Per quanto il documento sia articolato, siamo consapevoli che esso non può essere esaustivo delle tante criticità presenti nelle singole regioni: crisi industriali, ritardi o blocchi  nella realizzazione di infrastrutture essenziali, scarsa efficienza di servizi ambientali, idrici, scolastici o formativi.  

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