Il PNRR è per il Lazio un formidabile acceleratore di innovazione e sviluppo soprattutto in edilizia e lo dimostra un recentissimo studio (giugno 2023) della Banca d’Italia dal titolo “Questioni di economia e finanza”. Il report è parametrato sul settore delle costruzioni.Ma vediamo la situazione nel Lazio. Questo il profilo temporale delle risorse stanziate nelle costruzioni relativamente al Pnrr: 51 milioni nel 2021, 430,5 milioni nel 2022, 664,2 nel 2023, 824 nel 2024, 919,7 nel 2025, 735,8 nel 2026. Per un totale di 3.625 milioni di euro.~Non c’è molto da aggiungere, se non che l’assegnazione delle risorse “risulta spiccatamente orientata verso i lavori di ingegneria civile, in connessione con il carattere infrastrutturale di numerosi interventi programmati”, commentano Coppotelli e Vallocchia.Nel dettaglio e per comparto: 659,8 milioni di euro per la costruzione di edifici residenziali e non, 712 milioni per opere di ingegneria civile, 2.253,3 per lavori di costruzione specializzati.~Si legge nello studio di Bankitalia: “In valore assoluto, la ripartizione regionale del valore aggiunto indotto dal Pnrr mostra come circa la metà dell’effetto complessivo sia riconducibile a cinque regioni: Campania, Sicilia, Lombardia, Lazio e Puglia, ovvero quelle nelle quali le risorse stanziate, in termini assoluti, sono maggiori”.Sempre nel Lazio gli occupati nel settore delle costruzioni, nel 2019, erano 105.300. Con il Pnrr si attiverebbero 5.617 posti di lavoro subito, con un aumento quindi del 5,3%.La domanda di lavoro generata dal Pnrr nelle costruzioni, per professioni, è la seguente in termini percentuale: 12% nelle professioni tecniche e ad elevata specializzazione, 9,3% per professioni amministrative o commerciali, 60,4% per operai specializzati, 18,3% per operai semplici e non specializzati.Evidente che le cifre sono importanti e che quindi si potrebbe attingere innanzitutto dal bacino di persone in cerca di occupazione. Nel Lazio ci sono 251.363 persone in cerca di occupazione (18.630 delle quali con precedenti esperienze nelle costruzioni) e 285.943 inattivi disponibili a lavorare (11.039 dei quali con precedenti esperienze nelle costruzioni).Scrive Bankitalia: “Per facilitare il reimpiego di persone inoccupate da lungo tempo o prive delle competenze operative richieste, potrebbero essere utili politiche di formazione mirate, soprattutto con riferimento agli ambiti~più rapidamente assimilabili. Inoltre, data la forte espansione attesa del settore, risulta importante rafforzare i controlli relativi agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro”.Formazione e sicurezza sul lavoro: le architravi di ogni tipo di intervento effettuato dalla Cisl nel Lazio in questi ultimi anni. Anche relativamente all’attuazione del Pnrr: un vero e proprio imperativo categorico. La nostra posizione non è cambiata e non può cambiare. Il Pnrr è irrinunciabile per diversi motivi: modernizzazione del Paese; transizione ecologica; inclusione sociale e territoriale; parità di genere. Le risorse e le proposte vanno in una sola direzione: riposizionamento competitivo del Lazio, perché il vecchio modello di sviluppo non è più sostenibile in termini economici, ambientali e sociali. Abbiamo già proposto al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca un protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali con la Giunta. L’obiettivo è favorire un confronto stabile e strutturato, per affrontare le grandi sfide e per realizzare davvero un Lazio più ambizioso, un Lazio migliore, più inclusivo e con sempre meno disuguaglianze. Con la persona al centro del sistema Lavoro e quindi con una serie di garanzie e di tutele irrinunciabili.
Lazio. Coppotelli (Cisl): “Lo studio di Bankitalia dimostra le opportunità di rilancio nel settore delle costruzioni nella regione”
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