“Ancora una volta i nostri territori tornano a fare i conti con alluvioni ed esondazioni: in queste ore di dolore siamo tutti vicini ai tanti sfollati e a coloro che hanno perso i propri cari, ma occorre ribadire anche il massimo sostegno al mondo agroalimentare, che in tutta Italia e specialmente in Emilia Romagna e Marche, dopo i colpi delle gelate e di un inverno tra i più siccitosi degli ultimi anni, conta danni per milioni di euro che ricadranno inevitabilmente anche sul lavoro”.Lo scrive il Segretario Generale della Fai-Cisl Onofrio Rota in un intervento pubblicato sul quotidiano digitale In Terris sul maltempo che ha colpito in queste ore diverse regioni d’Italia.“Facciamo fatica a prevenire i danni del maltempo – afferma il sindacalista – non solo perché in tanti territori negli ultimi trent’anni si è consentito uno sconsiderato consumo di suolo e sono state tagliate le risorse al comparto idraulico-forestale, peraltro sottoponendo molti consorzi di bonifica al controllo di fazioni amministrative anziché all’autogoverno del mondo agricolo, ma anche perché davanti ai cambiamenti climatici serve un approccio nuovo: le precipitazioni piovose mai registrate prima, che hanno colpito anche territori comunque curati, dimostra il bisogno di un cambio di passo”.“Il drammatico bilancio di queste ore – scrive Rota – ci ricorda ancora una volta la necessità di pianificare una seria politica di contrasto al dissesto idrogeologico: insieme a Terra Viva, Associazione Liberi Produttori Agricoli, chiediamo al governo di attivare immediatamente tutti i sostegni possibili alle imprese colpite ma soprattutto di rendere strutturale il potenziamento delle infrastrutture utili al comparto agricolo, a cominciare dalla realizzazione di nuovi invasi, dalla manutenzione degli argini, la creazione di vasche di laminazione. Non dobbiamo mai dimenticare che i migliori custodi del territorio sono proprio le tute verdi, ossia i produttori e lavoratori agricoli e dei comparti connessi, come forestazione e consorzi di bonifica, motivo per cui va garantito loro maggiore riconoscimento sia sul piano economico che delle competenze, della produttività, dei diritti, della continuità occupazionale. Ecco perché porteremo la voce delle tute verdi anche alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, a Napoli, sabato 20 maggio: per chiedere al Governo il loro pieno riconoscimento nelle sfide per la transizione ecologica e la messa in sicurezza del territorio”
L’intervento completo è disponibile su
Maltempo. Rota (Fai-Cisl): “Vicinanza al mondo agricolo, porteremo la voce delle tute verdi anche alla manifestazione del 20 maggio a Napoli”
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