«Siamo stati ascoltati e questo è un fatto importante. Crediamo che il confronto sia, in questa fase, la strada più efficace per correggere gli aspetti della manovra che non condividiamo». Così la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo a Rai News 24 sulla legge di bilancio.
«Abbiamo posto con forza innanzitutto il tema delle pensioni. Il meccanismo di indicizzazione previsto dalla manovra, così come è formulato, penalizza i pensionati, in particolare quelli con assegni lordi a partire da 2.450 euro. Chiediamo che questa misura venga cancellata e che restino in vigore le aliquote attuali, anche perché la penalizzazione, nella formulazione prevista, si applica all’intero importo lordo della pensione.
Riteniamo che ai pensionati debba essere garantito il pieno recupero del potere d’acquisto rispetto all’inflazione. Hanno già pagato un prezzo molto alto e non possono essere ancora una volta chiamati a sostenere il peso delle difficoltà. I pensionati non sono un bancomat: la perequazione è l’unico strumento che consente loro di recuperare il potere d’acquisto, non avendo contratti di lavoro da rinnovare. La loro tutela non può essere messa a rischio».
Fumarola ha poi richiamato la necessità di intervenire sulla scuola e sulla sanità. «La scuola è la principale agenzia educativa dopo la famiglia e deve essere rafforzata, anche alla luce delle emergenze che attraversano da tempo il nostro Paese. Non bisogna penalizzare il sistema scolastico, ma favorire la stabilizzazione del personale e garantire continuità ai docenti, ampliando al tempo stesso la platea degli assunti. Il taglio che coinvolgerebbe 7.000 persone è per noi inaccettabile».
«Sulla sanità, pur riconoscendo l’intervento significativo previsto dalla manovra, chiediamo un’attenzione ancora maggiore. La sanità è il filo rosso che unisce tutto il Paese. Troppe persone rinunciano alle cure: occorre ascoltare le Regioni, ma anche chiedere loro una maggiore responsabilità e trasparenza nell’utilizzo delle risorse».
La segretaria generale della CISL ha ribadito la volontà di proseguire il confronto con il Governo e con le forze politiche fino all’approvazione della legge di bilancio. «Pensiamo che bisogna utilizzare tutto il tempo che ci separa dall’approvazione definitiva della manovra per migliorarla e portare a casa il risultato migliore possibile. Sappiamo che le risorse sono limitate, ma proprio per questo riteniamo indispensabile restare fino all’ultimo al tavolo del confronto.
Lo sciopero è uno strumento fondamentale nella nostra cassetta degli attrezzi, ma va utilizzato soltanto quando tutte le possibilità di dialogo e di confronto si sono esaurite».
Infine, Fumarola ha spiegato il significato e gli obiettivi delle tre manifestazioni nazionali della CISL nell’ambito della campagna «Il Patto che unisce. Lavoro, salari, welfare, pensioni per lo sviluppo».
«Le nostre manifestazioni non sono in contrapposizione con altre scelte sindacali, che rispettiamo. Nascono da un percorso che la CISL ha avviato già lo scorso anno e che ha trovato nel Libro Verde una prima importante elaborazione: undici capitoli e 120 proposte aperte alle istituzioni, alla politica, al Governo e alle altre parti sociali.
Il nostro Paese non può vivere soltanto di manovre finanziarie e di campagne elettorali. Deve avere la capacità di immaginare e costruire il proprio futuro. E noi vogliamo farlo insieme.
Partiremo da Genova, una città dal grande valore simbolico per la CISL, perché ha dato i natali al nostro padre fondatore Giulio Pastore. Proseguiremo al Sud, a Gioia Tauro, e concluderemo il percorso il 12 dicembre a Roma.
A tutti gli stakeholder proporremo un modello di confronto e partecipazione, richiamando il valore della concertazione che, in stagioni altrettanto difficili, pur in contesti diversi, ha dimostrato di poter funzionare».
Quanto all’ex Ilva: «Noi abbiamo sempre detto che i diritti costituzionali dovevano essere garantiti tutti e tutti insieme, e che bisognava rendere quello stabilimento ecosostenibile, garantire la salute e la sicurezza dentro e fuori degli impianti, e fare in modo che la produzione di acciaio potesse essere di acciaio verde, così come è successo in tutte le altre parti del mondo. Purtroppo non siamo stati ascoltati. Ora la città chiede riscatto, chiede bonifiche, chiede un futuro per quei lavoratori e quelle lavoratrici che non possono vivere di ammortizzatori sociali.», ha concluso la leader CISL.











