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Trasparenza salariale. Fumarola: «La parità non si impone per decreto, si costruisce con la contrattazione»

5 Novembre 2026 | In Evidenza

Trasparenza salariale. Fumarola: «La parità non si impone per decreto, si costruisce con la contrattazione»

5 Novembre 2026 | In Evidenza

«La parità non si impone per decreto: si costruisce attraverso la contrattazione, la partecipazione e la responsabilità condivisa». Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo oggi a Roma, presso la sede nazionale della federazione, il convegno nazionale «Trasparenza salariale e cultura del rispetto. Dalla norma al cambiamento», promosso dalla Cisl Fp con la partecipazione di esperte del mondo accademico e delle istituzioni.

«La trasparenza è uno strumento prezioso e necessario, ma da sola non basta», ha sottolineato la leader Cisl. «Rendere visibili le disparità retributive significa creare le condizioni per affrontarle, attraverso relazioni sindacali partecipative e una contrattazione capace di intervenire sui meccanismi che producono le disuguaglianze».

Il divario di genere, ha aggiunto, affonda le sue radici anche nella distribuzione diseguale dei carichi di cura, negli ostacoli alle carriere e nella sottovalutazione di alcune professioni: per questo servono investimenti nei servizi, nella formazione, nell’occupazione femminile e nelle politiche di conciliazione.

Fumarola ha poi ricordato i numeri del settore pubblico: «Nel pubblico una donna guadagna in media un quinto in meno al giorno rispetto a un uomo. Eppure il contratto è uguale per tutti. La distanza si forma a valle: negli incarichi, nelle indennità, nei turni, nello straordinario, nel part time, spesso involontario, e soprattutto nelle carriere». Le donne, ha spiegato, sono sei su dieci tra i dipendenti, ma la metà tra i dirigenti.

La numero uno di via Po ha quindi richiamato le novità introdotte dalla normativa: «Da giugno ogni lavoratrice ha diritto di sapere, anche attraverso il sindacato, quanto guadagnano in media uomini e donne che fanno il suo stesso lavoro o un lavoro di pari valore». E se in una categoria il divario medio arriva al 5 per cento e nessuno lo giustifica né lo corregge entro sei mesi, ci si siede al tavolo: «la legge la chiama valutazione congiunta, per noi è contrattazione».

Fino a oggi, ha sottolineato, per contestare una differenza di stipendio una lavoratrice doveva fare causa da sola, con i suoi costi, i suoi tempi, la sua solitudine. «Da oggi chi paga deve spiegare ogni differenza, e il sindacato può andare in giudizio su delega della lavoratrice. È questo cambio di prospettiva che apre la strada a un nuovo protagonismo sindacale sulla parità retributiva».

Ampio spazio anche alle radici culturali del problema: «La disparità nasce prima del salario: con gli stereotipi che pesano sulle aspirazioni delle ragazze, sulle scelte di studio e poi sulle opportunità professionali». Per questo il rispetto che compare nel titolo del convegno «non è un’aggiunta». Citando i dati Istat, Fumarola ha ricordato che oltre due milioni di donne hanno subito molestie o ricatti sessuali sul lavoro nel corso della vita e che, tra chi ha subito un ricatto, quasi nove su dieci non denunciano. «Il silenzio è la prima alleata della violenza, e un luogo di lavoro dove una donna non può parlare è un luogo dove non potrà mai essere pagata il giusto».

Sulla stessa linea il Segretario generale della Cisl Fp, Roberto Chierchia: «La trasparenza salariale non deve diventare l’ennesimo adempimento burocratico, ma una leva di cambiamento reale. Dobbiamo intervenire sui sistemi di classificazione, sulle progressioni di carriera, sulla valutazione e sui premi, perché anche criteri apparentemente neutri possono produrre discriminazioni».

Per Chierchia occorre riconoscere pienamente il valore del lavoro di cura e delle professionalità a prevalenza femminile: «Non possiamo parlare di parità salariale e accettare che nella sanità privata e nel settore sociosanitario e socio-assistenziale i contratti siano fermi da anni. La battaglia per i rinnovi contrattuali è parte integrante della battaglia per l’equità e la dignità del lavoro».

In chiusura, la Segretaria Generale ha parlato della manovra: la Cisl vuole migliorarla ed è già al lavoro con tutti i gruppi parlamentari, ma guardando anche oltre i limiti di una singola legge di bilancio, verso un Accordo complessivo, un «Patto che Unisce», come è stata chiamata la campagna del sindacato. La prima tappa sarà sabato a Genova, poi Gioia Tauro il 28 novembre e Roma il 12 dicembre, per indicare l’obiettivo strategico di un’Intesa per il lavoro, la coesione e la crescita.

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