Roma, 14 luglio 2017. Il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli in un’intervista di Nicola Pini sulle pagine di “Avvenire” a proposito dei dati diffusi ieri dall’Istat sulla povertà nel nostro Paese: “ il dato Istat è preoccupante – un dato che ci interpella e ci deve ricordare di quante, troppe persone, sono rimaste indietro” – dice però Bentivogli credo sia necessaria una premessa: “ è necessario depurare questi dati, perché non c’è peggior cosa di mettere insieme i veri con i falsi poveri. In Italia c’è lavoro nero e una gigantesca evasione fiscale, frutto di errori, di sottovalutazioni, di un arretramento nei controlli. 30 milioni di italiani pagano al fisco 178 euro. I falsi poveri sono un problema, evasori che accedono gratuitamente ai servizi”. Dice poi il sindacalista – “siamo usciti dalla crisi ma molte persone sono state trattate come scarti umani, dalla ripresa che è molto selettiva” – ma precisa – “è interessante però il fatto che la diffusione della povertà si inversamente proporzionale al titolo di studio. Questo deve spingerci a prendere molto sul serio l’obbligo scolastico alla formazione”. Rispetto al dato Ista che tra gli operai uno su otto è povero assoluto – Bentivogli dice – “questo dato per noi è una sconfitta, perché è sotto la soglia di povertà anche chi ha un lavoro, significa che un pezzo del nostro mondo è dentro le periferie esistenziali di cui parla Papa Francesco” – e dice – non è sufficiente fare campagne generiche sull’innalzamento dei salari bisogna aggredire le cause dei bassi salari e della mancanza di lavoro.” – “Puntare sulla produttività e scommettere sulle persone attraverso al formazione è uno dei modi per riportare le persone fuori dalle periferie” – sul fatto che ci sia povertà anche tra minori e giovani – Bentivogli dice : “ In Italia sulla famiglia facciamo scontri di civiltà, ma in termini di strumenti facciamo assai poco “ – anche chi ha un impiego la conciliazione tempi di vita-lavoro rende la maternità un percorso quasi impossibile e questo è inaccettabile” – quanto ai giovani un paese in cui tra gli under 34 la povertà è quasi doppia rispetto agli over 65, è un Paese che uccide la speranza” – e sul reddito di cittadinanza dice – oltre che insostenibile non sarebbe risolutivo dei problemi del Paese, non possiamo adagiarci sull’idea di diventare una Repubblica dei sussidi. Il lavoro è un elemento centrale della dignità umana, uno strumento sostitutivo sarebbe anche eticamente rovinoso.”
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