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Scuola. Sostegno, il MUR programma i percorsi. Barbacci: «Rispettato il fabbisogno»

23 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Scuola. Sostegno, il MUR programma i percorsi. Barbacci: «Rispettato il fabbisogno»

23 Aprile 2026 | Categorie ed Enti CISL

Con la nota n.4660 del 14/04/2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca, all’avvio dei percorsi di specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità (XI ciclo) per l’a.a. 2025/2026, riporta il fabbisogno nazionale complessivo, pari a 30.241 posti, suddivisi per regione e per ordine e grado di scuola.

La nota fornisce inoltre le indicazioni operative rivolte agli Atenei per la programmazione dell’offerta formativa. E’ di estrema rilevanza il fatto che non sono previsti percorsi per il sostegno della scuola secondaria di II grado, dove si registra un alto numero di docenti specializzati. Nella definizione del riparto notiamo un numero consistente di percorsi nelle regioni del Paese dove si registra un maggior fabbisogno di specializzati, puntando pertanto ad una risposta più equilibrata rispetto al passato.

Gli idonei del X ciclo potranno essere ammessi in soprannumero presso le sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo motivate deroghe tra le istituzioni accademiche.

Per l’inserimento delle proposte di attivazione la Banca Dati del MUR sarà disponibile dal 23 aprile al 7 maggio 2026.

Sulla pubblicazione del decreto del MUR è intervenuta con una sua dichiarazione la segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci:

«Finalmente questa volta registriamo una ragionevole coerenza tra fabbisogno e offerta di percorsi. La CISL Scuola ha evidenziato ripetutamente, negli scorsi anni, la carenza di docenti specializzati sul sostegno soprattutto nella scuola primaria, e in particolari aree del Paese. L’offerta di percorsi si concentrava invece su regioni e ordini di scuola dove il fabbisogno era in linea con le esigenze dei territori, perpetuando squilibri incomprensibili e non giustificati.

Quest’anno finalmente troviamo l’offerta in linea con il fabbisogno evidenziato dal MIM: mi auguro che ora le Universit� dei territori che registrano il più alto numero di percorsi li rendano concretamente disponibili.

Resta comunque molto da fare, sul tema dell’inclusione degli alunni disabili, per rendere ancor più efficace l’offerta didattica che vede il nostro Paese distinguersi in modo molto positivo, ma che resta caratterizzata da forti tassi di precariato, con gravi ripercussioni sulla continuità.

Servono dunque interventi che consentano di trasformare in posti stabili gli oltre 100 mila posti istituiti in deroga: non è certo risolutivo dei problemi il solo incremento di 2000 posti realizzato negli ultimi due anni.

Serve anche una riforma della formazione iniziale universitaria per la scuola primaria e dell’infanzia, prevedendo che si consegua la specializzazione sul sostegno all’interno della laurea quinquennale in Scienze della formazione primaria, superando anche il numero chiuso a fronte della difficoltà crescente che si registra nelle scuole di alcune aree del Paese di reperire maestri in possesso del titolo».

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