La cautela del ministro Giorgetti è comprensibile, e deve portare a scelte precise orientate dalla bussola della coesione. Vuol dire affrontare i nodi della riduzione delle tasse su lavoratori e pensionati e sulle famiglie, investire per risollevare la sanità pubblica oggi al collasso, rendere la previdenza più flessibile, socialmente sostenibile, inclusiva e attenta ai bisogni dei giovani e delle donne. Occorre poi contrastare il lavoro povero e la precarietà, incentivando quello stabile. E vanno rilanciati gli investimenti pubblici e privati sulle infrastrutture materiali e immateriali, con una nuova prospettiva di politica industriale ed energetica che sblocchi le assunzioni e stabilizzi il precariato nei settori pubblici. Sono richieste che comportano la mobilitazione di fondi notevoli, incompatibili all’apparenza con lo stop del Ministro dell’Economia (…l’intervista integrale).
Parità partecipata. Fumarola all’iniziativa della Fisascat Cisl: «La trasparenza non basta. Servono partecipazione e buona contrattazione»
«Quando esiste un divario strutturale tra uomini e donne, non siamo di fronte soltanto a una differenza economica ma anche di potere contrattuale, di sicurezza, di prospettiva. Sono aspetti che nel commercio, turismo, servizi, logistica, comparti architrave...






