“I dati forniti dall’Istat sul 2020 ci dicono che nell’anno della pandemia la produzione agricola si è ridotta in volume del 3,2% e il valore aggiunto del 6%, mentre l’occupazione è scesa rispetto al 2019 del 2,3%. La componente del lavoro dipendente è scesa del 3,3% e quella indipendente dell’1,8%. Ancora più evidente la diminuzione dell’occupazione nell’industria alimentare, con un -6,7%, che ha portato l’input di lavoro dell’agroalimentare a subire un calo complessivo del 3,4%. Sono dati che confermano le nostre ragioni nel chiedere da tempo interventi urgenti al Governo per colmare la perdita di milioni di giornate di lavoro e reddito, in quanto la sovrapposizione di diverse calamità naturali con la chiusura del canale Horeca ha rappresentato un corto circuito inevitabile, con danni ingenti alle produzioni, alle vendite e di conseguenza al lavoro”.
Così il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota commenta i dati Istat resi noti oggi sull’agroalimentare in riferimento al 2020.
“Nonostante i lavoratori abbiano continuato a garantire il cibo sulle tavole degli italiani – prosegue il sindacalista – il 2020 è stato critico su più fronti, con retribuzioni lorde scese del 2,7% in agricoltura, silvicoltura e pesca, attività secondarie dell’agricoltura scese in volume del -20,3%, il settore florovivaistico del -8,4% e i servizi di supporto all’agricoltura del -4,1%, mentre la produzione agricola di beni e servizi del -1,4%. Bene ha fatto dunque il Governo a dare ascolto alla nostra mobilitazione unitaria, aprendo un confronto importante sui ristori, gli ammortizzatori sociali per la pesca e i lavoratori in Legge 240, la condizionalità sociale nella riforma della Pac. Ad oggi, in soli tre giorni, 61.500 operai agricoli hanno chiesto supporto alle nostre strutture per la presentazione della domanda del bonus ottenuto con il Decreto Sostegni Bis, segno anche questo di quanto la misura fosse attesa dalle lavoratrici e dai lavoratori. Proseguiremo senza sosta il nostro impegno per costruire con le istituzioni e le controparti tutti gli strumenti possibili per una ripartenza che sia davvero inclusiva”.
“Gli stessi dati Istat – conclude Rota – confermano anche come il comparto sia un asset sempre più strategico per il Made in Italy: non a caso è quello in cui nel 2020 si è formato il 4,3% del valore aggiunto dell’intera nostra economia, mentre era il 4,1% nel 2019. Per questo siamo sempre più convinti che l’agroalimentare possa trainare con sé la ripartenza di tutto il Paese, ma per farlo dobbiamo saper mettere a frutto i quasi 7 miliardi previsti dal PNRR per il settore, puntando sulla sostenibilità, sull’aumento della catena del valore lungo tutte le filiere, su una contrattazione che restituisca reddito e maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori”.
Agroalimentare. Rota (Fai Cisl): “Dati Istat sul settore confermano le nostre ragioni. In tre giorni accolte 61.500 domande bonus”
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