«Accogliamo con favore la scelta di Eni e di Ip di mettere un tetto al prezzo dei carburanti. È un atto di responsabilità verso famiglie e lavoratori e va nella direzione indicata dalla Cisl». Lo dichiara la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
«Bene hanno fatto il governo e la presidente Meloni a sollecitare le compagnie. Gli impegni volontari, però, a regime coprono meno di quattro distributori su dieci, sono a termine e possono essere rivisti in qualsiasi momento. Serve una norma stabile che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori, quando i prezzi alla pompa salgono oltre quanto giustificano le quotazioni internazionali. Il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro», aggiunge la leader Cisl.
« Belgio e Lussemburgo hanno da anni un prezzo massimo legato alle quotazioni e la Germania punta a introdurre un tetto entro gennaio: l’Italia può arrivarci prima. Il contributo europeo di solidarietà sui superprofitti va riattivato e destinato a chi è più colpito, ma interviene quando il rincaro è già stato pagato. Il tetto lo ferma alla fonte. Va poi introdotto un principio redistributivo: almeno una parte dell’extragettito Iva deve finanziare sostegni al reddito per le famiglie meno abbienti, che spesso l’auto non ce l’hanno e non vedono né lo sconto sulle accise né l’esenzione dal bollo. Infine, governo e parti sociali devono costruire insieme, già nella prossima legge di bilancio, una politica espansiva dei redditi: contratti rinnovati alla scadenza, un fisco più leggero su lavoro e pensioni, l’indicizzazione piena degli assegni pensionistici. È così che si difende il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati», conclude la leader Cisl.









