Milano. 18 ottobre 18. C’è carenza di ispettori del lavoro. A denunciare questa situazione è la Cisl Fp di Milano. Oggi sul territorio delle province di Milano, Monza e Brianza e Lodi, tra le più ricche di insediamenti e attività produttive d’Italia, vigilano appena 60 persone. Non solo, oltre al personale mancano gli strumenti tecnologici e non esiste una rete che metta in comunicazione le banche dati di Inl (Ispettorato nazionale del lavoro), Inps e Inail. “Gli ispettori del lavoro – osserva Giorgio Dimauro, segretario della Cisl Fp milanese – svolgono un ruolo fondamentale di controllo nelle aziende per il contrasto al lavoro irregolare. Già oggi, visti gli organici, il numero dei controlli è molto basso, tanto che si calcola che un’impresa abbia la probabilità di subire un’ispezione ogni 40 anni. Ma la situazione è destinata a peggiorare con il via al reddito di cittadinanza: chi vigilerà sugli eventuali furbetti? Per quanto ne sappiamo, sia nel Decreto Dignità sia nel Def non sono indicate risorse per potenziare organici e strutture”. Secondo le stime della Cisl Fp sul territorio locale servirebbero almeno 200 addetti. Ma non è questo l’unico problema. “Un’altra grave carenza – aggiunge Dimauro – la riscontriamo negli strumenti e nelle dotazioni tecnologiche: mancano computer, software, palmari e persino gli autoveicoli per andare nelle aziende. L’attività di controllo è poi resa più complicata dal fatto che le banche dati dei tre più importanti enti dedicati, ovvero Inl, Inps e Inail, non dialogano fra loro e non si scambiano informazioni. Il che è assurdo”. L’Italia è suddivisa in 84 Ispettorati nazionali del lavoro (Inl), che dipendono dal Ministero del Lavoro.
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