“La vertenza Euroapi Brindisi si accinge ad imboccare una fase estremamente delicata e preoccupante, sulla quale va squarciata la coltre di silenzio ad oggi esistente, considerato che entro il 30 giugno p.v. abbandoneranno lo stabilimento 40 tra lavoratrici e lavoratori in somministrazione. Di questi, 25 unità avevano già cessato da non molto la propria attività.”
E’ quanto dichiarano Marcello De Marco e Concetta Simeone, rispettivamente segretari generali territoriali di Femca Cisl e di Felsa Cisl, per i quali “dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e professionalità che per anni hanno contribuito alla crescita e al funzionamento di uno dei siti industriali più importanti del territorio. Molti di queste lavoratrici e lavoratori operano all’interno dello stabilimento da oltre 17 anni, ben oltre il principio della ragionevole temporaneità.”
A rendere ancora più grave il quadro complessivo, a giudizio di Femca Cisl e Felsa Cisl è il “clima di assoluta incertezza che continua ad accompagnare il futuro dello stabilimento. Da mesi si rincorrono indiscrezioni sull’esistenza di un possibile acquirente che tuttavia, ad oggi, non si è ancora ufficialmente presentato, né ha illustrato un progetto industriale credibile.”
Nel frattempo, però “si stanno producendo effetti concreti e pesantissimi sull’occupazione, si assiste ad una profonda riorganizzazione interna che si traduce in un drastico ridimensionamento del personale, assumendo sempre più i contorni di una vera e propria epurazione preventiva – sottolinea Marcello De Marco – e, per giunta, tutto questo avviene senza che, almeno a quanto ci risulta, sia stato presentato alle istituzioni, alle parti sociali e al territorio un piano industriale credibile, capace cioè di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia occupazionale dopo un’eventuale cessione.”
Durante l’ ultimo tavolo di crisi, su richiesta congiunta di Femca Cisl e Felsa Cisl si era deciso “di aggiornarsi alla presenza anche del nuovo acquirente finora innominato, per discutere su ammortizzatori sociali che avrebbero visto coinvolti anche i lavoratori somministrati, evitando di fare macelleria sociale.”
Attualmente il sito continua a produrre Rifampicina, Teicoplanina e Vitamina B12, mentre dopo la prevista fermata estiva dovrebbe proseguire la produzione di Rifampicina e Teicoplanina; elementi che dimostrano come il sito mantenga competenze industriali strategiche che non possono essere disperse.
Femca Cisl e Felsa Cisl Taranto Brindisi ritengono “non più rinviabile un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti ed oltremodo necessario l’avvio immediato di un confronto trasparente, che coinvolga azienda, istituzioni territoriali e nazionali, così che venga definito un percorso industriale chiaro e sostenibile.”
Brindisi non deve permettersi di “assistere passivamente all’ennesimo indebolimento del proprio tessuto produttivo, avendo già pagato un prezzo altissimo alle trasformazioni industriali degli ultimi anni, né di accettare ulteriori sacrifici senza ottenere prospettive concrete – concludono De Marco e Simeone – perciò occorre agire subito per difendere lavoro, competenze, dignità delle persone e il futuro industriale della città.”






