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Ferrovie. Fit Cisl: «Basta capri espiatori. I ritardi si affrontano con verità e scelte responsabili»

23 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

Ferrovie. Fit Cisl: «Basta capri espiatori. I ritardi si affrontano con verità e scelte responsabili»

23 Giugno 2026 | Categorie ed Enti CISL

“Riteniamo necessario riportare il dibattito pubblico sui ritardi ferroviari dentro un perimetro di serietà, competenza e responsabilità. Comprendiamo pienamente il disagio di milioni di过滤 viaggiatrici e viaggiatori che quotidianamente utilizzano il treno per lavoro, studio o esigenze personali. I ritardi rappresentano un problema reale e non vanno minimizzati. Ma proprio per questo respingiamo con forza ogni tentativo di semplificazione o, peggio, di individuazione di capri espiatori tra lavoratrici, lavoratori e management operativo del Gruppo FS”. Così dichiara in una nota il Segretario Generale FIT-CISL Monica Mascia.

Occorre dire con chiarezza una verità spesso taciuta: i ritardi oggi non sono un fatto patologico, ma in larga misura fisiologico, dentro una rete ferroviaria sottoposta a una pressione straordinaria. Negli anni passati sono stati compiuti errori strutturali, primo fra tutti il modello della cosiddetta “rete snella”, che ha progressivamente ridotto margini di resilienza del sistema: meno ridondanze infrastrutturali, minori spazi di recupero, maggiore esposizione dell’intera rete a perturbazioni anche limitate. Quando una rete lavora costantemente vicina alla saturazione, basta un’anomalia minima per generare effetti a cascata. A questo si aggiunge un secondo elemento: la liberalizzazione del settore non è stata accompagnata da un’adeguata regolazione della capacità infrastrutturale. Più operatori, più tracce, più servizi commerciali, ma senza un governo sufficientemente equilibrato tra competizione, manutenzione e sostenibilità operativa. La concorrenza non può trasformarsi in congestione.

Infine, c’è un dato oggettivo che non può essere ignorato: il sistema ferroviario italiano sta vivendo la più grande stagione di investimenti e cantieri della sua storia recente. PNRR, alta velocità, upgrading tecnologico, ERTMS, rinnovo di stazioni, linee e apparati di sicurezza significano migliaia di cantieri aperti Nel nostro Paese si è scelta una strada molto ambiziosa: realizzare una mole di lavori senza precedenti cercando al contempo di non sopprimere servizi ferroviari, così da garantire continuità di mobilità a cittadini e imprese. Ma è necessario essere onesti: non si può pretendere contemporaneamente la rete pienamente operativa, cantieri diffusi, manutenzione intensa e assenza assoluta di ritardi.

La domanda che il Paese deve porsi è semplice ma decisiva: vogliamo accettare il disagio di possibili ritardi per consentire manutenzione, ammodernamento e investimenti, oppure preferiamo fermare completamente i treni per liberare totalmente la rete ai lavori?Questa è la vera alternativa. Per Mascia è quindi sbagliato e pericoloso scaricare sui ferrovieri responsabilità che appartengono a scelte industriali, regolatorie e infrastrutturali stratificate nel tempo. Le lavoratrici e i lavoratori delle ferrovie, al contrario, stanno garantendo ogni giorno la tenuta di un sistema complesso, spesso operando sotto forte pressione, in condizioni di stress organizzativo crescente e con elevatissimi standard di sicurezza. Servono meno polemiche e più consapevolezza. Servono scelte di sistema: programmazione dei cantieri, regolazione equilibrata della capacità, manutenzione preventiva, investimenti tecnologici e una governance capace di guardare oltre il consenso immediato.

I treni non sono in ritardo perché i ferrovieri lavorano male; semmai arrivano in ritardo perché stiamo rifacendo il sistema ferroviario mentre continua a correre. Il vero miracolo è che continui a reggere. La FIT-CISL continuerà a difendere il lavoro ferroviario e a chiedere una modernizzazione sostenibile del sistema, nell’interesse generale del Paese e dei lavoratori. “Perché una ferrovia moderna non si costruisce con slogan o processi mediatici, ma con competenza, investimenti e responsabilità” conclude il Segretario Generale FIT-CISL.


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