La decisione di altri sindacati di sospendere la partecipazione ai tavoli regionali apre una fase delicata per la sanità piemontese. A rischiare di pagare le conseguenze di questa scelta sono le lavoratrici e i lavoratori che attendono risposte su questioni economiche, professionali e organizzative fondamentali. Cisl Fp Piemonte ha scelto di proseguire il confronto e ha già chiesto una nuova convocazione regionale, affinché il lavoro negoziale svolto nei mesi scorsi non venga disperso. La riunione regionale prevista per il 5 ottobre, regolarmente convocata, era stata rinviata su richiesta di un’organizzazione sindacale.
“La mobilitazione è uno strumento sindacale legittimo, ma occorre valutare anche le conseguenze delle proprie scelte. Se il confronto si interrompe, gli accordi non si concludono da soli e i problemi dei lavoratori restano. Noi crediamo che la responsabilità sindacale consista nel portare avanti le rivendicazioni fino a ottenere risultati concreti”, dichiara Alessandro Bertaina, Segretario regionale Cisl Fp Piemonte.
Uno dei temi centrali è il servizio di emergenza-urgenza 118. Cisl Fp Piemonte ha partecipato nei mesi scorsi alle trattative in Regione e in Azienda Zero, lavorando per migliorare le convenzioni e costruire condizioni più omogenee e migliorative per il personale delle quattro Aziende sede di Centrale Operativa.
“L’obiettivo – aggiunge Bertaina – è superare le disparità economiche tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe, valorizzare le competenze e le responsabilità degli infermieri del 118 e migliorare le condizioni di lavoro e le tutele. Si tratta di un lavoro costruito nel tempo, che deve arrivare a conclusione: se il confronto resta sospeso, il rischio è che i lavoratori debbano attendere ancora per ottenere la parità economica, il riconoscimento delle professionalità e convenzioni migliorate”.
Cisl Fp ha chiesto formalmente alla Regione e alle Aziende sanitarie di chiarire la situazione relativa al presunto blocco delle assunzioni: sulla base degli elementi attualmente disponibili, non risulta documentato un provvedimento generale di blocco. La sanità piemontese ha bisogno di una programmazione occupazionale adeguata, di risposte alla carenza di infermieri e di investimenti sul personale amministrativo, per alleggerire le attività improprie che gravano sui professionisti sanitari. Restano aperti anche il miglioramento delle prestazioni aggiuntive, le indennità per le figure professionali interessate e la proposta di welfare, pensata per valorizzare il personale e migliorarne il benessere.
“Per tutti questi motivi – conclude Bertaina – chiediamo alla Regione di convocare nuovamente le organizzazioni sindacali e garantire continuità al percorso negoziale, con l’obiettivo di concludere gli accordi aperti e trasformare le proposte in risultati verificabili”.









