Il comparto industriale della Sardegna si trova ad affrontare una fase di crescente criticità determinata dall’aumento strutturale dei costi del trasporto merci da e verso l’Isola. Un fenomeno che, nel periodo 2020-2026, si è progressivamente intensificato, configurandosi oggi come un freno sulla capacità com-petitiva delle imprese, sulla sostenibilità degli investimenti e, di riflesso, sulla stabilità dei livelli occupa-zionali. Per un sistema produttivo insulare, la dipendenza dai trasporti marittimi – tanto per l’approvvigionamen-to delle materie prime quanto per la distribuzione dei prodotti sui mercati nazionali e internazionali – non è un’opzione, ma una necessità. In questo contesto, l’incremento dei costi logistici pone le aziende sarde in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alle realtà del continente. Di fronte a questi scenari, la CISL Sardegna e la FSM CISL Sardegna hanno formalmente sollecitato un intervento urgente della Presidente della Regione, richiamando l’attenzione sui possibili effetti dell’entra-ta a regime del sistema ETS per il trasporto marittimo e sull’applicazione dei nuovi standard ambientali europei, che rischiano di incidere in modo particolarmente gravoso sull’apparato industriale dell’Isola. «L’industria sarda non può essere lasciata sola ad assorbire extracosti che non dipendono dall’efficienza delle imprese ma da vincoli geografici e normativi – dichiara Pier Luigi Ledda, Segretario Generale del-la CISL Sardegna –. Senza misure compensative specifiche, questi rincari rischiano di tradursi in una pro-gressiva perdita di competitività e in scelte di ridimensionamento produttivo con conseguenze dirette sul-l’occupazione » L’innalzamento delle tariffe sulle principali rotte marittime sta già impattando in modo significativo sulle imprese manifatturiere ed esportatrici, accentuando criticità storiche in ambito logistico e infrastrutturale e minacciando la sostenibilità di intere filiere produttive. «È indispensabile che la Regione assuma un’iniziativa forte e tempestiva – sottolinea Marco Angioni, Se-gretario Generale della FSM CISL Sardegna – per evitare che la transizione ambientale, condivisibile negli obiettivi, si trasformi in un fattore di deindustrializzazione per la Sardegna, con ricadute pesanti sul lavoro e sul tessuto produttivo». CISL e FSM CISL ribadiscono quindi l’urgenza di dare piena attuazione al principio di insularità attraver-so strumenti strutturali di compensazione dei costi logistici, tra cui un credito d’imposta per il trasporto merci e una revisione dell’attuale sistema di continuità territoriale delle merci, così da garantire condizioni di maggiore equità competitiva e sostenere la crescita dell’Isola. «Sostenibilità ambientale e sviluppo industriale devono procedere di pari passo – concludono Ledda e Angioni –. Senza correttivi adeguati, il rischio è quello di compromettere il futuro produttivo dell’Isola».
Sardegna. Caro trasporti, industria sarda sotto pressione: la CISL chiede alla Presidente della Regione interventi urgenti a tutela di imprese e occupazione
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